Cagliari in vacanza, Chievo salvo
Un gol di Dainelli decide una partita giocata al piccolo trotto. Ovazione dei tifosi per Cossu
INVIATO A CAGLIARI. C'era da aspettarselo che non sarebbe stata una partita spettacolare. Spettava al Chievo assumere l'iniziativa. I veneti non lo hanno fatto, aspettando notizie da Bologna. Poi è arrivato l'episodio che ha regalato i tre punti e la salvezza ai veneti. Angolo di Radovanovic, difesa immobile, Dainelli salta indisturbato e fa gol. Il Cagliari che voleva salutare i propri tifosi con una vittoria, non ha fatto una bella figura. Ha giocato sotto ritmo, come una squadra che ha la "pancia piena", incassando la settima sconfitta interna di un campionato che non troverà posto tra i ricordi più belli. I rossoblù sono stati applauditi lo stesso dai tifosi, ma non si può certo dire che sono usciti a testa alta.
Dopo due mesi… Andrea Cossu torna titolare. Pulga gli concede la passerella finale al Sant'Elia. In quella che potrebbe essere stata la sua ultima partita nello stadio che lo ha visto crescere. Per il trequartista una piccola soddisfazione dopo una stagione durante la quale ha dovuto ingoiare una quantità spropositata di bocconi amari. La formazione è quella annunciata (gli assenti sono nove). Tabanelli gioca (a destra) dall'inizio, Dessena si piazza davanti alla difesa, Eriksson a sinistra. La coppia d'attacco è formata da Sau e Ibarbo. Nessuna novità anche nel Chievo. Corini schiera un modulo speculare a quello dei rossoblù. Hetemaj si piazza alle spalle di Thereau e Paloschi, col compito di limitare Dessena. Rigoni è il punto di riferimento in mezzo al campo. In porta c'è l'ex Agazzi (appalusi e fischi per lui). Pronto a trasferirsi al Milan a fine stagione.
Attesa. Fa un gran caldo, è normale che il ritmo della partita non sia alto. Il Cagliari è motivato (Cossu indiavolato), prende subito il pallino del gioco. Il Chievo, che dovrebbe fare la partita, sta coperto, aspetta e riparte. Si capisce subito che la squadra di Corini vuole riservare le energie per il secondo tempo, quando proverà a fare suoi i tre punti. I rossoblù fanno fatica a costruire gioco. Eriksson va spesso in soccorso di Dessena, un pesce fuori d'acqua nel ruolo di regista.La manovra del Cagliari si accende quando Cossu entra in possesso del pallone. Il "piccoletto" cerca sempre la profondità e si muove su tutto il fronte d'attacco e non dà punti di riferimento. I veneti hanno un'occasione con Paloschi, il Cagliari va vicino al gol con Perico, Cossu e Rossettini.
Stessa musica. In campo dovrebbe rientrare un Chievo indemoniato. Tutt'altro. I "gialli" continuano a giocare al piccolo trotto, proteggendo un pareggio che non li mette del tutto al riparo da brutte sorprese, anche se li avvicina al traguardo. I rossoblù si adeguano, fanno girare palla, non cercano quasi mai la profondità, a spettano le mosse di un avversario che non si scuote, a cui il pareggio sembra andare benissimo.
L'episodio. Arriva su un calcio d'angolo battuto da Radovanovic. I rossoblù in area fanno le statue, Avramov non esce, Dainelli salta indisturbato e mette dentro. Un gol che vuol dire salvezza per il Chievo. Il Cagliari continua a fare la sua partita come se non fosse successo nulla. Ci prova Tabanelli su punizione, Agazzi risponde da campione. Dentro Avelar, fuori Murru. E poi spazio anche a Ibraimi che rileva Eriksson. C'è tempo anche per far entrare Loi, fuori uno spento Sau. Finisce con la vittoria del Chievo. E' festa per i veneti. Il Cagliari è felice per la salvezza, i tifosi un po' meno per la prestazione di una squadra sì decimata dalle assenze, ma che non ha certo dato l'anima. Come invece avrebbe dovuto. I rossoblù vengono applauditi per aver centrato la salvezza tra mille difficoltà. Ora si svolta pagina, anche se c’è da onorare la trasferta di Torino.
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