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IL PESO DEL GIRONE DI FERRO

di Rocco Coletti

Finalmente si parte. Stasera si apre la ventesima edizione dei Mondiali di calcio. Si gioca in Brasile, dove il pallone è una religione. E la prima partita vede in campo proprio la Selecao a caccia...

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Finalmente si parte. Stasera si apre la ventesima edizione dei Mondiali di calcio. Si gioca in Brasile, dove il pallone è una religione. E la prima partita vede in campo proprio la Selecao a caccia del sesto titolo. L’Italia giocherà sabato notte contro l’Inghilterra.

A sette esperti di casa nostra abbiamo chiesto che cosa vedremo. Che Mondiale sarà? Chi sarà la stella? Allenatori, vecchie glorie del calcio italiano, un direttore sportivo e un procuratore hanno cercato di anticipare i temi della rassegna iridata. Sull’Italia c’è fiducia, ma non troppa. Si va da un Giovanni Galeone, ex allenatore del Pescara e dell’Udinese, sarcastico («Se è quella vista contro il Lussemburgo...») a un Eusebio Di Francesco, tecnico del Sassuolo, ottimista che addirittura indica gli azzurri tra i favoriti. L’agente Fifa Vincenzo D’Ippolito, che conosce bene il mercato sudamericano, e Giampiero Gasperini, allenatore del Genoa, sono un po’ più fatalisti: «L’importante è superare il primo turno, poi dipenderà molto anche dalla fortuna». Coro unanime per quanto riguarda la favorita: tutti puntano sul Brasile di Felipao Scolari. Giovanni Galeone scommette sul Belgio, mentre Vincenzo D’Ippolito indica Cile e Colombia e avverte: «Faranno strada». Giampiero Gasperini va sul sicuro nell’indicare la stella di Brasile 2014: sarà Lionel Messi. E, in effetti, è in buona compagnia. Un po’ tutti hanno indicato l’attaccante argentino, forse perché ha alle spalle una squadra più forte rispetto al portoghese Cristiano Ronaldo. E poi, secondo D’Ippolito e Gianni Rivera, Neymar.

E gli italiani? Molti hanno fatto il nome di Marco Verratti: da Giuseppe Galderisi a Eusebio Di Francesco – entrambi l’hanno allenato a Pescara – con quest’ultimo che lo ha votato quale stella assoluta del Mondiale. Con i sette addetti ai lavori si è parlato anche dei disordini in Brasile. Del calcio che, ormai, non può più ignorare i problemi della società. E tutti, con varie ragioni, hanno sostenuto che il mondo del pallone deve fare di più

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA

(hanno collaborato

Loris Zamparelli

e Plinio Olivotto)

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