È sempre più la Vuelta di Contador
Lo spagnolo arriva solo in vetta alla Ferrapona e allunga in classifica. Aru si difende col cuore e perde poco più di un minuto
ROMA. L’ultima durissima e decisiva settimana della Vuelta si apre con lo spettacolare trionfo di Alberto Contador, nella tappa partita da San Martin del Rey Aurelio e che ha visto il suo epilogo, dopo 160 km, sulla temibile vetta de La Farrapona a Lagos de Somiedo, ultimo di cinque gran premi della montagna. Lo spagnolo è riuscito ad avere la meglio dell’inglese Chris Froome, che lo aveva attaccato sul tratto più duro della salita, scattando a 500 metri dall’arrivo e rifilandogli 15 secondi, mentre Alessandro De Marchi giunge terzo. Il portacolori del Team Sky ha però guadagnato una quarantina di secondi su Alejandro Valverde, giunto quarto davanti a Joaquin Rodriguez e alla maglia celeste di Fabio Aru, bravissimo a limitare i danni.
In classifica generale Contador, all’ottava vittoria stagionale, mantiene il gradino più alto del podio, guadagnando altro terreno su Valverde, che ora segue a 1’ 36” secondi e su Froome, terzo a 1’39”, mentre escono di classifica i colombiani Rigoberto Uran e Winner Anacona, incappati in una giornata da dimenticare. Il migliore degli italiani in classifica generale resta Fabio Aru, quinto.
La tappa si dimostra difficile fin dallo start, con i primi tentativi di fuga e un’andatura altissima. Sulle rampe del primo Gran Premio della Montagna, dopo appena dieci chilometri di gara, parte la fuga di giornata composta da una dozzina di corridori, tra i quali gli italiani Brambilla (protagonista di una scazzottata con il russo Rovny), Malori, Cunego e De Marchi, oltre a degli ossi duri come come Tan Dam e Luis Leon Sanchez.
La fuga prende subito cinque minuti di vantaggio, mentre attraversa una grave crisi il colombiano Uran, sesto nella generale, il quale perde terreno fin dalla prima salita. In gruppo sono la Katusha di Purito Rodriguez e il Team Sky di Chris Froome a fare l’andatura ed a recuperare gradualmente terreno. Sulla salita del Puerto di San Lorenzo sono gli azzurri De Marchi e Brambilla, oltre al compagno di squadra di quest’ultimo Poels a imporre un ritmo superiore rispetto ai compagni di fuga e ad avvantaggiarsi, transitando con 3 minuti di vantaggio sul gruppo. All’attacco della salita finale i tre battistrada hanno ancora 2 minuti sugli uomini di alta classifica, ma arriva subito la doccia fredda per Brambilla, squalificato insieme a Rovny dalla giuria proprio a causa della scazottata.
Il gruppo guadagna un minuto sui fuggitivi in pochi chilometri, così Alessandro De Marchi decide di provare da solo. A 6 km dal termine, all’inizio del tratto più duro della salita, il Rosso di Buja ha 1’30” sul gruppo tirato da un fortissimo Nieve al lavoro per Froome, il quale attacca a 4 km dal termine. Sull’inglese si porta subito Contador, mentre perdono qualche metro Valverde, Rodriguez e Aru.
La coppia di testa riassorbe agevolmente De Marchi, mentre il terzetto alle loro spalle perde una quarantina di secondi. A 500 metri dall’arrivo Contador decide di vincere la tappa e lascia sul posto il “keniano bianco”, giungendo a braccia levate sulla striscia del traguardo con 14 secondi di vantaggio che diventano 24 con l’abbuono. Terzo il bravissimo De Marchi. Poi tutti gli altri in fila indiana con Fabio Aru che si difende stringendo i denti e perde appena un minuto. Non è molto e c’è ancora una salita per tentare di scalare la classifica generale.
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