La Nuova Sardegna

Sport

Spettacolo viola, Inter profondo rosso

Spettacolo viola, Inter profondo rosso

Nuova batosta per i nerazzurri che ora sono decimi in classifica e in piena crisi. Bene la Fiorentina, concreta e in crescita

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «Mazzarri salta la panchina», hanno gridato dalla curva Fiesole mentre la Fiorentina passeggiava sulle macerie dell'Inter. Dopo i 4 gol subiti una settimana fa dal Cagliari, la squadra nerazzurra ne incassa altri tre a Firenze. È ormai crisi vera. E la posizione del tecnico di San Vincenzo, al di là degli slogan dei sostenitori viola, si fa a questo punto delicata. Anche perché la sua Inter non solo ha perso (male) due gare di fila di campionato, ma ha dimostrato di non avere gioco, identità, carattere. Quel che invece ha messo in mostra la Fiorentina che davanti all'acclamato Batistuta ha saputo ritrovarsi dopo un inizio di stagione zoppicante. Grazie ai gol del giovane talento Babacar, del campione Cuadrado e di Tomovic la squadra di Montella ha festeggiato la prima vittoria stagionale in campionato al Franchi dopo un digiuno che durava da 6 mesi, dal 6 aprile scorso, 2-1 sull'Udinese. Il tutto riuscendo anche a mantenere inviolata per la terza gara di fila. Alla Fiorentina sono bastati sette minuti per passare e cercare a mettere la gara sui binari ad essa più congeniali: innescato da Tomovic Babacar ha fatto partire un tiro potente quanto angolato sul quale nulla ha potuto Handanovic. Un minuto dopo è stato Mati Fernandez a impegnare il portiere interista e al 19' i viola hanno raddoppiato, stavolta con Cuadrado recuperato da Montella dopo il forfait nelle ultime due gare per guai fisici: bellissimo anche il gol del colombiano che ha annichilito Handanovic. Mazzarri si è tolto la giacca, un gesto per provare a scuotere la sua squadra apparsa ancora condizionata dal 4-1 subito con il Cagliari. Ma la 'caricà l'aveva la Fiorentina secondo la splendida coreografia in Fiesole. La Fiorentina, anche quando non gira al massimo (e non è il caso di ieri sera), anche quando cambia molto (7 cambi rispetto alla formazione che ha battuto la Dinamo Minsk) sfodera comunque sempre una sua identità di gioco. L'Inter no. Ha perso pure l'orgoglio, è una squadra senza capo nè coda. Nella ripresa Mazzarri ha tolto Ranocchia, in difficoltà su Cuadrado e già ammonito e inserito prima Hernanes arretrando D’Ambrosio poi Obi e infine Palacio per il nervoso Osvaldo: un’Inter a trazione anteriore per provare a raddrizzare il match.

Ma a parte un tiro di D'Ambrosio respinto da Neto è stata solo la Fiorentina a macinare gioco e a centrare il tris con Tomovic al primo gol in viola. Quindi prima Cuadrado poi Brillante (salvataggio sulla linea di Vidic) hanno sfiorato il poker. E alla fine sono stati solo fischi e sfottò sull'Inter.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Intervista esclusiva

«A Cala Finanza un beach club senza volumi in più, vogliamo dialogare con la Regione»: parla il ceo del gruppo brasiliano

di Marco Bittau
Le nostre iniziative