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Inter, inizia l’era De Boer: «Niente è impossibile»

Inter, inizia l’era De Boer: «Niente è impossibile»

Il tecnico olandese è arrivato a Milano: oggi primo allenamento a porte chiuse Calcio offensivo e fiducia ai giovani: «Icardi non si tocca, Gabigol piace a tutti»

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MILANO. L’Inter guarda avanti. Dimentica Mancini con i dovuti ringraziamenti e abbraccia Frank De Boer, presentato oggi pomeriggio dopo l’incoronazione a nuovo allenatore arrivata ieri mattina.

L’olandese si mostra con una semplice polo griffata Inter, ben lontano dai ricercati canoni stilistici di Mancini. Al fianco di De Boer si schiera Michael Bolingbroke, di fronte gli altri alti dirigenti nerazzurri: c’è il ds Ausilio, c’è il vice presidente Zanetti. Manca Thohir: il presidente è impegnato ai Giochi olimpici di Rio ma è tornato a twittare: un semplice “Welcome Frank” dal gusto dolce. Il coronamento di un corteggiamento partito da lontano. In un inglese dal forte accento british Bolingbroke spiega le ragioni che hanno portato all’addio di Mancini («Era arrivato il momento di cambiare, ma ventidue mesi fa Mancini era l’uomo giusto. Frank ci ha colpito per il suo entusiasmo»), in un solido inglese con sfumature Oranje De Boer svela il suo manifesto basato sul «calcio offensivo» e sulla «valorizzazione dei giovani».

Ambizioso ma realista, De Boer sfida subito la Juventus: «Niente è impossibile». Il tecnico però sa che il tempo a disposizione è limitato e limitante: «Non è la situazione ideale iniziare a due settimane scarse dal via del campionato, la nostra filosofia è semplice e spero possa essere capita in fretta da un gruppo di giocatori esperti. La base è già buona, cercheremo di essere pronti alla svelta per affrontare il Chievo». Vuole valutare ogni giocatore della rosa («possono spesso sorprendere»), ammette un forte interesse per Gabigol («piace a tutti») e chiude le porte ad un’eventuale cessione di Icardi: «È fantastico, resta all’Inter».

Idee chiare per convincere il gruppo a sposare questa nuova filosofia. De Boer non ha paura dell’impatto di San Siro, stadio che non perdona le sconfitte: «All’Amsterdam Arena le cose sono uguali, sono abituato alle pressioni. Non cambieremo tutto ma abbiamo il nostro credo». Dovrà convincere gli scettici: alla Pinetina infatti si fanno vedere pochi tifosi, complice il periodo di piena vacanza, e non si notano striscioni di supporto al nuovo allenatore. Dovrà guadagnarseli a partire da stasera. L’amichevole contro il Borussia Moenchengladbach al Del Conero di Ancona è il primo test dopo l’umiliante 1-6 subito a Oslo dal Tottenham: non avrà però a disposizione Candreva, Palacio e Brozovic.

Intanto ha già fatto una richiesta, accolta dalla società con il placet del Comune di Jesi: chiudere le porte all’allenamento di stamattina allo “Carotti” per «svolgere la rifinitura in serenità». Jesi è infatti la casa di Mancini ed eventuali ingerenze esterne avrebbero potuto minare la qualità del lavoro. In cambio l'Inter sosterrà un’iniziativa benefica. Buon senso e semplicità, con un obiettivo: «Far tornare l’Inter dove merita». Ovvero in Champions League, ai vertici del calcio europeo.

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