La Dinamo abbraccia la nuova Champions: in regular per merito
I criteri stabiliti dalla Fiba premiano la società biancoblù Dal tabellone principale alla Final4: una corsa lunga 20 gare
SASSARI. La Dinamo Banco di Sardegnascansa lo scoglio del doppio turno di qualificazione alla regular season di Champions League, evita quindi l’iceberg danese in rotta di collisione con la barca biancoblù già a fine settembre, e scrive il suo nome per merito e di diritto – secondo quanto stabilito dalla Fiba – nel tabellone principale della competizione internazionale.
Per merito e per diritto, s’è detto. Perché proprio i meriti sportivi conquistati sul parquet della Lega A, uniti ai risultati ottenuti dalla società del presidente Stefano Sardara in ambito continentale (qualificazione alle ultime due edizioni dell’Eurolega, partecipazione alle ultime quattro edizioni dell’Eurocup), rappresentano per regolamento il criterio di ammissione alla regular season, al girone E, la grande novità rispetto al sorteggio del 21 luglio scorso. In pratica la Fiba riconosce...l’Eurolega come punto a favore della Dinamo Sassari nella corsa alla Champions.
Il gruppo E nasce in seguito alla decisione di ammettere alla Champions i serbi del Partizan KK, i greci dell’Aek Atene e i polacchi dello Stelmet Zielona Gora. Al terzetto è stata aggiunto un ulteriore quintetto, composto da cinque formazioni precedentemente inserite nel Qualification Round, fra cui appunto la Dinamo.
Il Banco, dopo un’estate infarcita di incertezze legate alla partecipazione alle Coppe, a partire dalla firma del contratto con l’Eurocup passando per la presa di posizione di Fiba e Fip per arrivare poi all’accordo in chiave Champions League, per il quinto anno consecutivo sarà protagonista in Europa. Una presenza importante, che comporta costi e sforzi fisici, certo, ma foriera di opportunità, di visibilità, di appeal e di potenziali incassi. Scongiuri ammessi, qualora la Dinamo facesse un percorso netto in Champions partendo dalla prima giornata della regular season e arrivando sino alla Final Four, disputerebbe ben 20 incontri, di cui la metà al PalaSerradimigni. Match che diventerebbero addirittura 22. quasi una stagione intera di serie A, qualora i ragazzi di Pasquini dovessero giocare anche il primo turno playoff.
Un passo per volta, la regola è questa e deve essere questa. In attesa del calendario, l’attenzione si proietta sui nomi e sui roster delle avversarie. Il girone E nasce sulla scia della rinuncia all’Eurocup, infarcito di mine vaganti, oggettivamente stimolante ma altrettanto complesso e difficile. La Dinamo dovrà vedersela con alcune vecchie conoscenze come lo Proximus Spirou Charleroi, formazione belga già incontrata in Eurocup, e lo Szolnokj Olaj, sfidati fra l’ungheria e il PalaSerradimigni la scorsa stagione. Del raggruppamento fanno parte anche i turchi del Besiktas Sompo Japan, vincitori dell’Eurochallenge 2012 e i tedeschi del l’EnBW Ludwigsburg.
In aggiunta tre formazioni di livello che contribuiscono ad alzare ulteriormente il coefficiente di difficoltà del girone E: Aek Atene, Partizan Belgrado e Zielona Gora. I serbi sono una delle squadre più blasonate del vecchio continente con in bacheca 45 titoli nazionali, tre coppe Korac e una coppa dei Campioni. I greci ateniesi sono realtà importante che più volte si è affermata sul panorama greco e internazionale: 8 scudetti ellenici, tre coppe di Grecia e due coppe delle Coppe. Infine i polacchi dello Stelmet, insidiosa formazione est europea che ha in curriculum tre titoli di Polonia e una coppa nazionale.
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