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Brutta Italia, i playoff non sono certi

Brutta Italia, i playoff non sono certi

La Macedonia impone il pari agli azzurri, serve un punto lunedì con l’Albania per avere la sicurezza di giocare gli spareggi

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TORINO. Ce ne vuole davvero di amore per questa Italia sempre più in difficoltà, che s’impantana sull’1-1 contro la Macedonia facendo il pieno di fischi e dubbi. Il pari, pessimo per il ranking, non basta nemmeno per l’aritmetica certezza dei playoff: bisognerà guadagnarsi il pass per lo spareggio mondiale con un altro punticino in Albania, o sperare che le rivali non vincano di goleada. Insomma, un mezzo disastro.

Il clima, intorno agli azzurri di Giampiero Ventura, è subito freddino: per fortuna i tanti macedoni sulle tribune cantano anche il nostro inno e ci sono molti giovanissimi tifosi italiani a sostenere la Nazionale. Qualche momento di silenzio, quando la partita è senza ritmo, permette al c.t. di telecomandare Verdi, schierato con Insigne a supporto di Immobile: il giocatore del Bologna non brillerà. E consente a Buffon, che sfoggia la nuova maglia azzurra da giocatore di movimento, di dare la sveglia a un Bonucci non proprio all’altezza delle migliori versioni. Il milanista è apparso poco lucido e spesso in ritardo.

La Macedonia, numero 103 del ranking Fifa, vale più della posizione che occupa: veniva da vittorie con Israele e Liechtenstein, pareggio con l’Albania e una sconfitta di misura con la Spagna che batte l’Albania ed è prima nel girone, dunque niente male. Già all’andata, a Skopje, ci aveva fatto soffrire moltissimo e si era arresa solo nel finale.

Il 4-2-4 azzurro è in castigo dopo il tracollo al Bernabeu, Ventura sceglie il 3-4-3. Le assenze di titolari come Belotti, De Rossi e Verratti rendono ogni valutazione più complicata: di certo c’è che il ritmo resta basso, gli “inglesi” Darmian e Zappacosta vengono coinvolti in maniera discontinua e che Insigne, l’uomo che dovrebbe accendere la luce, continua a farsi preferire quando gioca nel Napoli.

Col passare dei minuti, invece di crescere, la squadra si spegne, e a nulla servono gli ingressi di Bernardeschi e Cristante che non danno quella scossa che il ct probabilmente si aspettava.

A sbloccare il risultato ci pensa Chiellini al 39’: rimasto in attacco dopo un corner battuto da Verdi, il difensore della Juventus trasforma in gol il passaggio di Immobile, che aveva indovinato il taglio giusto. Sempre Chiellini, un istante più tardi, rimedia a una leggerezza di Bonucci e salva il vantaggio con cui si va all’intervallo.

Nessuno, invece, chiude su Trajkovski al 32’ della ripresa: il diagonale della beffa non dà scampo a Gigi Buffon, che nell’occasione non sembra impeccabile. Da lì in poi, il nulla. Difficile, facendo gli scongiuri, che la delusione si trasformi nell’incubo di diventare la peggiore seconda. Ma se non si cambia passo da qui a novembre, l’orizzonte ha ben poco di azzurro. Non andare al mondiale sarebbe una catastrofe, è stato detto. Attenzione, il passa va ancora conquistato. E prestazioni come quelle viste ieri non aiutano ad essere ottimisti.

Lunedì si va in Albania, partita dalla quale bisogna prendere almeno un punto. Ma con un’altra prestazione, altrimenti i fantasmi potrebbero diventare un incubo.

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