Pavoletti fa godere il Cagliari
di Roberto Muretto
Un gran gol di testa dell’attaccante all’ultimo secondo mette in ginocchio il Benevento
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INVIATO A CAGLIARI. Quando il pallone copito di testa da Pavoletti ha gonfiato la rete il cronometro segnava il minuto 96. La “Sardegna Arena” per qualche secondo ha tremato. I tifosi hanno esploso tutta la loro gioia. Un urlo liberatorio, poco prima strozzato in gola dal pareggio su rigore di Iemmello che aveva gelato gli entusiasmi. Contava solo portare a casa i tre punti. Ma quanta fatica per domare un Benevento che ieri ha dimostrato che se finora non ha conquistato nemmeno un punto non è un caso. La gara dei rossoblù è stata a due facce: bene il primo tempo, male la ripresa, condita da una serie di errori causati dalla paura di sbagliare, di non riuscire a portare a casa il risultato. Eppure la prima parte è stata incoraggiante. La rete di Faragò, il rigore fallito da Sau, ma soprattutto l'atteggiamento convincente della squadra che ha aggredito gli avversari, sfruttato le corsie con Miangue (discreta la sua prestazione da esterno alto) e Faragò, ha fatto girare la palla in velocità, non ha concesso niente ai campani. Il rovescio della medaglia è un secondo tempo nel quale il fattore psicologico l'ha fatta da padrone. Il pallone sembrava che scottasse e gli errori di passaggio si sono moltiplicati. IlBenevento ha preso coraggio, ha sfiorato tre volte il pareggio, ha compresso il Cagliari nella sua metà campo. In questo frangente sono emersi tutti i problemi di una formazione che alle prime difficoltà va nel pallone. il rocambolesco finale regala al Cagliari una vittoria che vale oro, sperando che la ruota cominci a girare dalla parte giusta.
Niente samba. Sarà turnover? Forse, ma l'esclusione di Joao Pedro e Farias dai primi undici fa un po' rumore. Lopez va avanti per la sua strada, non cambia il modulo (3-5-2), gli uomini sì. Sono sei le "facce nuove" in campo dall'inizio rispetto alla gara con la Lazio. Il tecnico uruguaiano schiera Sau e Pavoletti in avanti, getta nella mischia Miangue come esterno sinistro alto protetto da Padoin. Dall'altra parte spazio a Faragò con il chiaro intento di produrre tanti cross per l'ariete Pavoletti. Fiducia a Cigarini che con Barella forma la coppia di centrali davanti alla difesa, dove c'è la novità Ceppitelli. Il Benevento delnuovo allenatore De Zerbi risponde col 4-3-3.
Rossoblù aggressivi. Il Cagliari comincia la gara col piglio giusto. La squadra è determinata, prende il comando delle operazioni, costringe i campani nella loro metà campo. L'atteggiamento è quello vuole il tecnico e i frutti arrivano subito. I rossoblù ci impiegano 9' a sbloccare il match. Il gol lo segna Faragò dopo un'azione rocambolesca. Mentre Sau una manciata di minuti dopo sbaglia il rigore che potrebbe mettere la sfida in ghiaccio. Il capitano prende una strana rincorsa e calcia alto. Il Cagliari è padrone del campo anche se nella fase di costruzione fa un po' di fatica, manca l'ultimo passaggio, l'idea brillante che accende la luce. Si fa male Pisacane, lo sostituisce Capuano. Miangue è generoso, i tempi di inserimento sono giusti ma il belga è troppo timido i suoi cross elementari.
Rischi. Il Cagliari che rientra dagli spogliatoi non è quello che ha cominciato la partita. Troppi fronzoli, diverse palle perse in modo banale. Situazioni di gioco che danno coraggio al Benevento. I rossoblù vanno nel pallone e rischiano di capitolare su un colpo di testa di Iemmello ma Rafael si supera. Lopez chiede calma ma è come se la squadra avesse paura di portare a casa il risultato. Cigarini va spegnendosi e dopo poco più di un'ora lascia il campo a Ionita. In campo c'è tanta confusione. I rossoblù perdono le distanze tra i reparti e rischiano ancora quando Cataldi sbaglia da due passi. Nel finale fuori uno spento Sau, dentro Farias. Il finale è una sofferenza perchè il Benevento ci prova con convinzione. Pareggia con Iemmello su rigore (fallo di Faragò su Coda) ma un 1’ dopo subisce il gol di Pavoletti che manda il Cagliari in paradiso.
Niente samba. Sarà turnover? Forse, ma l'esclusione di Joao Pedro e Farias dai primi undici fa un po' rumore. Lopez va avanti per la sua strada, non cambia il modulo (3-5-2), gli uomini sì. Sono sei le "facce nuove" in campo dall'inizio rispetto alla gara con la Lazio. Il tecnico uruguaiano schiera Sau e Pavoletti in avanti, getta nella mischia Miangue come esterno sinistro alto protetto da Padoin. Dall'altra parte spazio a Faragò con il chiaro intento di produrre tanti cross per l'ariete Pavoletti. Fiducia a Cigarini che con Barella forma la coppia di centrali davanti alla difesa, dove c'è la novità Ceppitelli. Il Benevento delnuovo allenatore De Zerbi risponde col 4-3-3.
Rossoblù aggressivi. Il Cagliari comincia la gara col piglio giusto. La squadra è determinata, prende il comando delle operazioni, costringe i campani nella loro metà campo. L'atteggiamento è quello vuole il tecnico e i frutti arrivano subito. I rossoblù ci impiegano 9' a sbloccare il match. Il gol lo segna Faragò dopo un'azione rocambolesca. Mentre Sau una manciata di minuti dopo sbaglia il rigore che potrebbe mettere la sfida in ghiaccio. Il capitano prende una strana rincorsa e calcia alto. Il Cagliari è padrone del campo anche se nella fase di costruzione fa un po' di fatica, manca l'ultimo passaggio, l'idea brillante che accende la luce. Si fa male Pisacane, lo sostituisce Capuano. Miangue è generoso, i tempi di inserimento sono giusti ma il belga è troppo timido i suoi cross elementari.
Rischi. Il Cagliari che rientra dagli spogliatoi non è quello che ha cominciato la partita. Troppi fronzoli, diverse palle perse in modo banale. Situazioni di gioco che danno coraggio al Benevento. I rossoblù vanno nel pallone e rischiano di capitolare su un colpo di testa di Iemmello ma Rafael si supera. Lopez chiede calma ma è come se la squadra avesse paura di portare a casa il risultato. Cigarini va spegnendosi e dopo poco più di un'ora lascia il campo a Ionita. In campo c'è tanta confusione. I rossoblù perdono le distanze tra i reparti e rischiano ancora quando Cataldi sbaglia da due passi. Nel finale fuori uno spento Sau, dentro Farias. Il finale è una sofferenza perchè il Benevento ci prova con convinzione. Pareggia con Iemmello su rigore (fallo di Faragò su Coda) ma un 1’ dopo subisce il gol di Pavoletti che manda il Cagliari in paradiso.
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