Il Cagliari scivola sempre più giù

Con la Fiorentina arriva il quarto ko di fila. La decide Vlahovic. Joao Pedro sbaglia un rigore

Piove sulo bagnato. Il Cagliari esce a testa bassa anche da Firenze. Subisce la quarta sconfitta consecutiva e sprofonda in una crisi che al momento sembra irreversibile. Va detto che i rossoblù non avrebbero meritato di tornare a casa a mani vuote, ma quando hai le occasioni e non sei freddo davanti alla porta, il rischio è quello di finire ko. Più o meno è quello che è successo ieri al "Franchi". La Fiorentina il gol lo ha trovato nella ripresa con Vlahovic, lo ha difeso con le unghie e con i denti, mettendo in cassaforte tre punti preziosissimi. Il Cagliari ha pagato non solo gli errori sotto porta, ma anche un avvio di gara troppo timido, con il pallone tra i piedi che sembrava scottare. Il solo Nainggolan ha cercato di assumersi le responsabilità nelle giocate, non imitato dai compagni, soprattutto da Marin e Sottil. Quest’ultimo spesso dimentica che il calcio è un gioco collettivo e non individuale. La sua maturazione procede lentamente. Di Francesco non rischia ancora, ma col Milan, tra sette giorni, potrebbe essere decisiva.

Crisi profonda. Di Francesco le sta provando tutte per risollevare le sorti dei Quattro Mori. Ha cambiato il modulo, qualcuno degli interpreti, quello che non cambiano sono i risultati. E' la nona sconfitta per gli isolani, che anno quindici punti in meno rispetto alla scorsa stagione. Ora il pensiero deve essere uno solo: mettere insieme i punti per mantenere la categoria. Perchè è questo l'obiettivo. Sarà bene metterselo in testa subito, prima che la situazione assuma i caratteri dell' birreversibilità.

Rilancio. Di Francesco resuscita Pisacane e Oliva e gli consegna una maglia da titolare. L'allenatore del Cagliari cambia il modulo passando al 3-5-2. Lascia fuori Ceppitelli e Zappa per dare più solidità alla fase di copertura in una difesa nella quale torna Godin. Nainggolan gioca da interno destro (dopo mezz’ora passa a sinistra) nel centrocampo a cinque, Simeone e Joao Pedro sono le punte. L'argentino e Sottil gli ex della gara. Prandelli non recupera Ribery che siede in tribuna. La novità è l'esclusione di Kouame. Anche la Viola cambia e si schiera con 3-4-2-1: Bonaventura e Callejon alle spalle di Vlahovic.

Timidi. Il Cagliari gioca ordinato ma si capisce che è una squadra impaurita. L'importanza della partita frena i rossoblù che non tentano mai (Nainggolan a parte) la giocata, preferiscono sempre il passaggio elementare. Di Francesco non gradisce e invita i suoi ad assumersi più responsabilità quando hanno il possesso della palla. Troppi i passaggi in orizzontale, anche quando ci sono spazi per affondare. Pisacane rischia la frittata, Cragno ci mette una pezza. La Fiorentina non crea molto ma su una dormita di Walukiewicz per poco Pezzella non la mette dentro. Nel finale di tempo i Quattro Mori aumentano il ritmo, fanno girare più velocemente il pallone e su una accelerazione Joao si procura un rigore che poi sbaglia, (finora in questa stagione aveva sempre segnato) facendosi ipnotizzare da Dragowski. Un pugno allo stomaco per il Cagliari, la cui condizione psicologica non è delle migliori. La squadra comunque reagisce e chiude il tempo in crescendo.

Se non fai gol... Il Cagliari nella ripresa costruisce tre occasioni chiarissime ma Simeone (due volte) e Marin (Dragowski nella circostanza si supera) non riescono a concretizzare. La Fiorentina, invece, su una ripartenza veloce di Callejon (palla persa da Marin) , va a bersaglio con Vlahovic (quinta rete consecutiva) che decide una partita equilibrata. Match che forse i rossoblù non hanno meritato di perdere, ma chi fa gol ha sempre ragione e la Viola fa valere questa legge non scritta e può fare festa.

Disperazione. A questo punto c'è una girandola di cambi, di Francesco ne fa cinque mettento in campo tutti i giocatori offensivi che ha in panchina e tornando alla difesa a quattro. Tutto inutile perchè il risultato non cambia. I Quattro Mori incassano la quarta sconfitta di fila che rende ancora più grave la crisi di una squadra che non riesce a reagire e invertire il trend. Giocare con la consapevolezza di non poter sbagliare non è semplice, ma bisogna rialzarsi per non vedere i fantasmi. Il prossimo avversario, però, è la capolista Milan.

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