Dinamo facci impazzire: a Venezia c'è la gara decisiva

De Raffaele e Pozzecco allo scontro finale

Alle 21, al “Taliercio”, la partita che vale la semifinale: i sassaresi stringono i denti, anche Burnell e Kruslin saranno della partita

CAGLIARI. La Reyer Venezia sente la pressione. Sul 2-0 ha sprecato due match point, ed ora si gioca il tie-break in casa dove oggi alle 21 la temperatura salirà altissima. Il fattore campo è una pura condizione psicologica al tempo dei palazzi vuoti, il pronostico è apertissimo. Cariche di pensieri le menti oro granata che ripensano a quel che poteva già essere e non è stato. Leggere, leggerissime quelle isolane che possono e devono credere nell’impresa.

Match point sprecati, s’è scritto. In realtà la parola non è giusta, perché i due match point sono stati vanificati in terra sarda da una Dinamo tutta cuore e attributi, che già all’ombra del Taliercio aveva dimostrato di non essere solo di passaggio (cit.) e di essere qualcosa di più che un semplice gioco (cit.), salvo poi esplodere in piazzale Segni rimandando tutto al quinto atto. Il Banco ha messo la museruola al leone. Un leone che ora è ferito ed è arrabbiato. Non certo per demeriti, ma certamente per meriti da ascrivere ai giganti biancoblù.

Giganti che anche se acciaccati e provati dal ritmo forsennato del campionato e dei playoff dell’era covid, ricevuto l’avvolgente e intenso abbraccio del loro popolo all’ingresso del palazzetto, non hanno certo impersonato il ruolo della gazzella in fuga: hanno corso tanto ma hanno anche affrontato l’avversario senza paura arrivando ad azzannarlo sino a riportare la serie sul 2-2. E palla a metà campo, sotto le telecamere di RaiSPort Eurosport 2 e Eurosport player.

La sveglia ieri è suonata presto per la squadra di coach Gianmarco Pozzecco: volo mattutino da Olbia per Milano, trasferimento a Venezia in tempo per riprendere confidenza con ambiente e parquet e scendere in campo nell’ultimo e decisivo step della serie, gara5. Filip Kruslin e Jason Burnell hanno già stretto e stringeranno i denti, perché la voglia di provarci è forte. Ma soprattutto è condivisa dall’intero gruppo sassarese. Si vede dalla reattività di una panchina che scatta in piedi ad ogni canestro, ad ogni rimbalzo, ad ogni palla recuperata per far sentire il suo urlo al compagno.

Si vede dagli sguardi, capaci di andare oltre l’orizzonte di una serie che sembrava segnata da due gare stregate e invece si è aperta come il cielo spazzato dal vento dopo una tempesta. Venezia è forte e punta a vincere. La Dinamo è forte, può ribaltare la serie al meglio delle tre come in passato solo Treviso e Reggio Calabria erano riuscite a fare. E può vincere. Servono coraggio e faccia tosta. Perché la voglia, non manca e Milano aspetta.

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