Una prodezza per rovesciare la classifica

Keita Baldè come Gigi Riva, nel pari col Sassuolo anche il gol del senegalese conferma che il Cagliari è sulla strada giusta 

CAGLIARI. Keita Baldè come Gigi Riva. Una prodezza, quella del Senegalese a Reggio Emilia, che ricorda quella fatta dal campione di Leggiuno a Vicenza, nella gara giocata il 18 gennaio 1970, anno dello scudetto del Cagliari. Rombodituono non ha visto il gol in diretta. Tiene la tv spenta («soffro troppo») e solo dopo si informa sul risultato. Ma quando ha guardato il filmato, ha applaudito la giocata. Keita ha detto di essere onorato del paragone fatto, aggiungendo: «È andata bene, ci vuole sempre un po' di fortuna in questi casi. È uno dei migliori gol che ho segnato».

Ripartenza. C’è un particolare che fotografa lo stato d’animo dei rossoblù dopo il pari col Sassuolo. In tanti hanno scritto di Twitter “lottiamo, avanti con questo spirito”. La risposta ai dubbi avanzati su uno spogliatoio non più unito come prima. Concetto che Keita ha voluto rimarcare con forza: «Siamo una squadra di grandi uomini, ci vogliamo bene e ci aiutiamo a vicenda. Non conta chi gioca dall'inizio o chi inizialmente va in panchina perché c'è bisogno di ogni singolo elemento. Si è visto anche dalla mia esultanza con Pavoletti e tutti i ragazzi perché insieme dobbiamo costruire qualcosa di importante». L’unità dello spogliatoio diventa fondamentale nella situazione in cui si trova il Cagliari. Ogni partita è come una una finale, remare tutti nella stessa direzione è sicuramente un’arma in più.

Autostima. Reggio Emilia era una trasferta spartiacque. Una sconfitta sarebbe stata devastante. La squadra ha preso atto del pericolo, ha giocato con coraggio, mettendo in campo la ferocia agonistica chiesta dall’allenatore. Ha cercato la vittoria fino all’ultimo secondo. Non accontentarsi del pareggio è stato un altro segnale importante, vuol dire che il lavoro fatto da Mazzarri sulla testa dei singoli, comincia a dare qualche frutto.

Un’altra finale. «Se quella col Sassuolo era la finale di Champions League, la gara di venerdì con la Salernitana è una super finale». Parole del mister rossoblù dette col sorriso sulle labbra. Un concetto che non si discosta troppo dalla realtà. Una sfida tra ultime della classe che mette in palio punti da portare a casa per forza. Battere la squadra di Colantuono diventa un passaggio obbligato per migliorare la classifica e soprattutto dare continuità ai risultati. È questa l’unica strada da seguire per tirarsi fuori dai guai prima possibile. Venerdì un ruolo importante lo giocheranno i tifosi e la risposta sulla vendita dei biglietti, fino a questo momento è positiva.

Joao Pedro in azzurro. Il dibattito è aperto. Il ct Mancini non si sbilancia, mentre il presidente della Figc, Gabriele Gravina, frena. Dice che i giovani da valorizzare non mancano e senza escludere niente, fa capire qual è la sua posizione. Ma se il brasiliano continua così...

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