JP10, una rovesciata per restare dritti

Torino in vantaggio su autogol di Carboni, la prodezza del bomber vale il quarto pari di fila ma la vittoria resta un miraggio

INVIATO A CAGLIARI. L’appuntamento con la vittoria è ancora una volta rimandato. Il Cagliari non riesce proprio a sbloccarsi. Non c’è riuscito nemmeno col Torino. Un altro pareggio, il quarto di fila, che deve fare felici i rossoblù che nel finale hanno più volte rischiato di andare al tappeto. La prodezza di Joao Pedro che ha risposto a all’autogol di Carboni , è la perla di una serata che ha visto la squadra di Mazzarri gio care bene a tratti ma commettere sempre gli stessi errori, sia nella fase di non possesso che nella costruzione. L’errore di Cragno sul gol granata ha complicato la vita ai Quattro Mori, bravi a reagire e rimettersi in piedi. Ma non basta, Per salvarsi bisogna vincere e il Cagliari sembra proprio non avere la forza di farlo. Un segnale preoccupante.

Torna Marin. Il romeno titolare (a Verona ha cominciato dalla panchina per una leggera forma influenzale) è l'unica novità nella formazione del Cagliari. Sta fuori Lykogiannis. Nandez e Bellanova formano la catena di destra, Marin e Dalbert dalla parte opposta. Difesa a tre e centrocampo a cinque, con i due esterni che nella fase di non possesso si abbassano. Godin torna a disposizione, mentre non c'è Strootman, volato a Roma per farei accertamenti al ginocchio. Esami che completerà oggi per conoscere l'entità dell'infortunio. Il Torino schiera la formazione annunciata. E' un 3-4-2-1. Sanabria terminale offensivo, Pjaca e Brekalo liberi tra le linee.

Approccio. Giusto quello dei rossoblù. Provano a prendere in mano le redini del gioco ma non è semplice contro un avversario che copre bene tutte le zone del campo, raddoppia le marcature e riparte in velocità con Aina a destra, Brekalo e Sanabria che danno profondità alla manovra. Il Cagliari cerca di affondare soprattutto sulle corsie ma gli spazi sono intasati. Diventa complicato ragionare con il pallone tra i piedi perchè i granata accorciano subito. Le difese hanno la meglio nella fase iniziale.

Papera. Cragno la combina grossa sull'innocuo tiro di Pobega. Il pallone gli sfugge e Sanabria, aiutato da un rimpallo favorevole, la mette dentro. Il tocco finale, però, è di Carboni. Un pugno allo stomaco perchè il Cagliari è costretto a dover rincorrere al primo tiro in porta subito. La squadra arriva bene fino al limite dell'area avversaria ma poi non riesce mai a trovare la giusta imbeccata per le punte. I Quattro Mori hanno comunque una reazione, anche se ogni tanto perdono palla in modo banale e rischiano nelle ripartenze. Serve più precisione negli assist perchè le situazioni per fare male al Toro vengono create. Serve essere ancora più aggressivi e più determinati nei contrasti.

Prodezza. Il modulo diventa 3-4-2-1, perchè Nandez gioca sulla stessa linea di Joao Pedro e Keita diventa la punta di riferimento. I rossoblù sono più determinati, Joao Pedro costringe Milonkovic a una paratona per evitare di capitolare. Ma è solo questione di secondi perchè poco dopo il capitano del Cagliari fa centro in rovesciata. Un eurogol che gioire lo stadio.

I rossoblù ci provano. Il Torino è in difficoltà subisce. Juric fa entrare forze fresche: Praet e Zaza, fuori Brekalo e Sanabria. L'inerzia della partita è cambiata, i Quattro Mori ora sono più cattivi nelle giocate,arrivano primi sulle seconde palle. Dopo poco più di un'ora Pavoletti prende il posto di Keita. Nel finale spazio anche a Pereiro e Godin. La sindrome degli ultimi minuti sembra bloccare il Cagliari che rischia più volte di fare la frittata. Alla fine il pari è giusto ma di questo passo la salvezza diventa un’impresa durissima.



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