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«Dai Dinamo, ora cambiamo passo»

di Andrea Sini
«Dai Dinamo, ora cambiamo passo»

Coach Piero Bucchi presenta la sfida di domani in casa della Reyer Venezia: «Dobbiamo crescere a livello di mentalità»

11 dicembre 2021
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SASSARI. «Vedo collaborazione, vedo un atteggiamento positivo da parte di tutti. Ora è il momento di portare tutto questo in campo». Bologna è lontanissima, l’Ucraina rappresenta una ferita aperta, il presente è una sfida da preparare e interpretare nel migliore dei modi. Domani sera la Dinamo farà visita alla Reyer Venezia e Piero Bucchi, arrivato da poco meno di un mese a Sassari, chiede ai suoi un passo avanti a livello di mentalità.

«Sarà una partita complicata – sottolinea il coach biancoblù – contro una squadra esperta, che si conosce molto bene e ha dalla sua grande qualità. Noi veniamo da una brutta gara, quella giocata in Ucraina. Confesso che mi ha un po’ sorpreso ma lo ritengo una parte del processo di crescita che si era evidenziato con Napoli e a Bologna. Sappiamo tutti che la prestazione è stata insufficiente e la nostra voglia di rivalsa va messa in campo da subito, dovremo avere la giusta determinazione».

Come spiega l’involuzione che c’è stata tra Bologna e Zaporižžja? «Parliamo dell’imponderabile – sottolinea Bucchi –, sono cose da poter tradurre nelle parole. Ho visto allenamenti buoni, la squadra aveva messo da parte tutto. Ma l’approccio è stato troppo morbido. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, perché l’atteggiamento in generale è collaborativo. I ragazzi sono consapevoli di avere fatto una brutta gara e spero che, come si dice in questi casi, si sia trattato di uno schiaffo salutare».

La Dinamo ha dimostrato di soffrire molto in area, non solo a rimbalzo. «Rispetto all’anno scorso è una squadra diversa e ci sono dei punti di forza da provare a esaltare. È uno degli aspetti sui quali bisogna lavorare. I numeri parlano chiaro, tutti devono dare di più. La fisicità parte dalla difesa e dall’atteggiamento, bisogna essere capaci di fare anche una pallacanestro sporca: so che non tutti sono in grado, ma dobbiamo cercare di fare quello che io chiamo “combattere di pallacanestro”. Dobbiamo avere un’intensità che non è solo correre, dobbiamo essere presenti sempre».

In che modo si può “aiutare” la crescita dal punto di vista mentale di un gruppo che già in passato si è perso all’improvviso. «Prima dell’Ucraina erano arrivate due buone prestazioni. La cosa importante è capire che bisogna in qualche modo cambiare il modo di giocare, serve più sacrificio. La squadra in questo momento ha molta consapevolezza – conclude Bucchi – tutti sanno che quanto viene fatto non è sufficiente. Sono ragazzi bravi e intelligenti, devono trovare le motivazioni dentro di ognuno di loro».

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