La Dinamo vuole fare la SpaccaNapoli

Gerald Robinson in azione

Bucchi torna nella città dove ha allenato e vinto per 4 anni. Robinson ha ripreso ad allenarsi, ottimismo sulle sue condizioni

SASSARI. Domenica ritorna nella città, Napoli, dove ha allenato per quattro anni prendendosi parecchie soddisfazioni, tra le quali due Coppe Italia vinte, ma la testa di Piero Bucchi sarà certamente altrove: il coach della Dinamo ha fretta di rivedere la squadra che sino a poche settimane fa faceva delle percentuali al tiro e della cattiveria nei momenti clou le sue armi preferite. E sa che in questo momento le prestazioni dei biancoblù non possono prescindere dalla situazione fisica di Gerald Robinson, sceso in campo in condizioni assai precarie contro Venezia, che ne ha approfittato in maniera cinica. Giocare senza il “folletto” di Nashville una gara così delicata, contro una GeVi Napoli che dopo un avvio di stagione super ora scopre la paura folle di retrocedere, è un rischio che non vale la pena di correre.

«Robinson non è guarito completamente – ha spiegato ieri Bucchi nella clubhouse Dinamo presentando il match di domenica – ma l’ecografia all’inguine ha dato esito positivo e da domani (oggi, ndc) dovrebbe allenarsi con gli altri». Ieri il play ha ripreso a correre in maniera differenziata col preparatore. Sulla situazione dell’atleta Usa, Bucchi afferma che «non sarà al 100 per cento, considerato lo stop, ma essendo di “taglia piccola” dovrebbe recuperare in fretta».

Per quanto riguarda la partita, l’allenatore del Banco di Sardegna non nasconde che «sarà sicuramente complicata, contro una squadra con tanto talento e che nel girone di andata è stata la sorpresa del campionato. Poi Napoli ha perso qualche partita, ma il valore è innegabile e con l’aggiunta di Luca Vitali e più di recente di Gudaitis è molto pericolosa». GeVi che però sta rischiando seriamente la categoria in un finale di regular season in cui tutto può ancora succedere, sia per l’accesso ai playoff che per evitare la retrocessione. E sotto il Vesuvio la gara con Sassari, che spera ancora di riprendere la quarta piazza e comunque confermare l’attuale sesta posizione, diventa questione di vita o di morte. «Stanno puntando a fare il sold-out – dice Bucchi – ci aspetta una gara impegnativa che stiamo preparando al meglio. Loro sono costretti a guardarsi alle spalle e cercano i punti che gli servono per restare in serie A, noi siamo consapevoli che un passo falso potrebbe essere pericoloso».

Ma la rabbia che i campani metteranno in campo con la Dinamo «è anche la nostra – spiega il coach – dato che anche noi proveniamo da una sconfitta e siamo arrabbiati». Certo per lui non sarà una gara come tutte le altre: «A Napoli ho trascorso quattro anni molto belli, con i successi in Coppa Italia, la promozione, l’Eurolega... Bello tornare in una città in cui non solo ho abitato, ma ho lavorato con gran divertimento e soddisfazione e dove abbiamo fatto cose molto belle, sarà l’occasione per salutare tanti amici che non vedo da tanto tempo. Ho ricordi molto belli e per me sarà una giornata particolare. Ma dopo la palla a due si dimentica tutto».

Ciò che ci si attende è un approccio diverso rispetto alle ultime tre gare, in cui si sono abbassate le percentuali al tiro e si è assistito a dei cali di tensione nel finale. In questi casi il tecnico diventa psicologo: «Sono tutti dispiaciuti per il ko con la Reyer, i giocatori ci tengono. Ma sono ragazzi maturi e sanno che siamo in un momento importante della stagione, sarei sorpreso del contrario conoscendoli, e questo ci darà una carica particolare. Sono certo che questo ci porterà a una reazione forte».

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