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Ranieri: un ritorno vincente fra emozioni, applausi e gioia

Ranieri: un ritorno vincente fra emozioni, applausi e gioia

Il nuovo esordio sulla panchina del Cagliari festeggiato con il successo: «La classifica? Non so dove siamo, ma so dove voglio arrivare»

15 gennaio 2023
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Cagliari La frase di Claudio Ranieri nella conferenza stampa post partita è già scolpita nella storia di questa stagione: «Non so in che posizione siamo in questo momento, ma so dove voglio arrivare». Di certo non poteva esserci esordio migliore di questo: stadio pieno, emozioni alle stelle, successo del Cagliari per 2-0 e zona play off promozione agganciata. Come se tutto fosse già scritto. Ma il tecnico romano intasca la vittoria e fa capire a tutti che questo è solo un tassello. Il cammino è lungo ma l’obbiettivo è la serie A.

La serata all’Unipol Domus era iniziata con l’incontro cordiale con Gianfranco Zola, suo calciatore al Chelsea e prima ancora al Napoli venuto a omaggiare sia il Cagliari che l’amministratore unico del Como Dennis Wise, ex capitano e compagno fra i londinesi di Magic box oltre che giocatore di Ranieri. Poi quando le squadre sono sbucate dal tunnel e dall’altoparlante si sono sentiti i nomi della formazione del Cagliari, l’urlo della folla è diventato un boato quando lo speaker ha scandito: “allenatore, Claudio Ranieri”. Lui si è immolato alle decine di fotografi a bordo campo, tradendo una smorfia che sapeva tanto di lacrimuccia trattenuta. 31 anni dopo sulla panchina dei rossoblù... «Sono venuto perché vivo di emozioni – ha detto ancora a fine partita –. Ecco perché ho voluto rivivere l’esperienza di Cagliari».

Pronti via e la squadra è in campo non con il 4-4-2, e neanche con il 4-3-1-2 con cui ha chiuso la sua esperienza rossoblù Fabio Liverani. Nossignori, ecco il 3-5-2. «Ho visto i filmati del Como – rivela in conferenza stampa – e ho deciso di mettermi a specchio, soprattutto di impedire a loro troppi cross, cosa meno probabile coprendo gli spazi esterni».

Arriva il gol di Pavoletti dopo poco più di un quarto d’ora, e Ranieri che fa? Applaude e poi subito dopo parla al suo orologio. Il mistero verrà svelato a fine gara. «L’orologio? Semplice, così prendo appunti velocemente e so, quando rivedo la gara, in quali minuti devo fermarmi con la registrazione. Si risparmia un sacco di tempo».

Un modulo inatteso dunque con quei due lì davanti, Lapadula e Pavoletti, un tandem su cui ha puntato sin dal suo arrivo. «Non tutti – sottolinea il mister rossoblù – possono vantare due attaccanti così in serie B, e dunque io li sfrutto, eccome».

La strada è lunga, siamo appena alla prima di ritorno ma Ranieri sa come il gruppo può essere condotto sempre più in alto. «Quello che conta è l’impegno, e cioè che tutti diano il massimo. Non sono un sergente di ferro. Almeno sin quando i giocatori fanno quello che voglio io. In fondo – dice strappando la risata della sala stampa – sono molto democratico...».


 

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