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Jefferson potrebbe esordire nella Dinamo già sabato contro Venezia

di Antonello Palmas
Jefferson potrebbe esordire nella Dinamo già sabato contro Venezia

Lega A. Il nuovo play americano che prende il posto di Whittaker è atteso a Sassari tra mercoledì 27 e giovedì 28 per effettuare visite e tesseramento. Da lui ci si attende una svolta in fatto di leadership, regia e punti

26 dicembre 2023
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Sassari Una cosa è certa: la Dinamo non si può permettere di sbagliare questa mossa di mercato. L’arrivo del play Brandon Jefferson reduce da una stagione in Cina è di quelle da scrutare a mani giunte, sperando che il texano contribuisca alla soluzione dei mali della squadra. Anzi, che come il suo omonimo Thomas Jefferson, tra i padri fondatori degli Usa, guidi la rifondazione di un gruppo che sinora ha mostrato gravi carenze di leadership, assenza di una regia e poca propensione al tiro, caratteristiche che non gli hanno mai fatto difetto, anzi. L’altezza limitata (1.75) non sembra un problema per lui, da vedere se lo sia l’accoppiata con un altro piccolo come Breein Tyree.

Una bella responsabilità per lo statunitense, atteso già oggi, comunque entro domani, per effettuare le visite ed essere tesserato entro venerdì: l’idea è di schierarlo sabato in casa con Venezia. Che ieri ha preso il lungo Mfiondu Kamengele dall’Aek Atene, avversario della Dinamo in Bcl. Tra i veneti in forte dubbio Marco Spissu, infortunato a una spalla.

«Ciao Sassari, sono Brandon Jefferson, sono felice di far parte di questa squadra, ho sentito solo cose buone del club e dei tifosi, sono pronto a scendere in campo per provare a vincere», così ha detto su Instagram, accolto con un entusiasmo molto contenuto da parte della tifoseria. Non perché la scelta non piaccia (i numeri sono dalla sua parte), ma perché prima di esaltarsi i seguaci del Banco vogliono prima vedere. E non perché porti il nome di un... amaro (seppure importante), ma perché sono state troppe le amarezze di una stagione cominciata con grandi speranze e acquisti che sulla carta sembravano perfetti per continuare a divertire con un budget lontano da quello dal club dei Vip (a proposito, Tortona ha ingaggiato Walter De Raffaele dopo l’esonero di coach Marco Ramondino).

E non c’è dubbio che la “presa” estiva che più ha deluso è proprio Stanley Whittaker, cui alla vigilia di Natale e all’indomani della firma del suo sostituto è stato dato il benservito che la piazza chiedeva da tanto, dopo aver constatato che lo “Standard” del giocatore non era lo stesso della Germania. Probabile che fosse lo stesso parere della dirigenza, la quale di solito tende a trovare una collocazione a chi parte per non trovarsi uno stipendio in più sulle spalle (e nei giorni precedenti Whittaker aveva cambiato agenzia, segno che qualcosa si stava muovendo).

Dispiace umanamente che la sua crescita si sia interrotta proprio a Sassari, la costante voglia di migliorare sino a essere protagonista in Bundesliga ne faceva il play perfetto per una squadra che vuole continuare a sorprendere. Ma ormai occorreva prendere atto a malincuore che Stan era incappato in una annata horribilis e che era un problema da risolvere in fretta. Ora occorre scuotersi, i problemi non avevano solo il numero 11 e Jefferson può essere una scintilla come lo fu Deshawn Stephens lo scorso anno, a patto che tutti si impegnino per un anno davvero nuovo.

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