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San Valentino

Miriam Sylla e Alessandro Cappelletti, un amore e due palloni

di Antonello Palmas
Miriam Sylla e Alessandro Cappelletti, un amore e due palloni

Il play della Dinamo basket e la capitana azzurra di volley. «Siamo fidanzati da due anni, la distanza non ci spaventa»

13 febbraio 2024
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Sassari Lo sport giocato ai massimi livelli da entrambi spesso impedisce loro di vedersi quanto vorrebbero, ma è ciò che gli ha consentito di incontrarsi. Alessandro Cappelletti, play della Dinamo basket, e Miriam Sylla, martello della Allianz Vero Volley Milano oltre che capitana della Nazionale, possono festeggiare insieme San Valentino, evento affatto scontato, visti gli impegni anche internazionali dei due, atleti di Serie A.

«Lei era a Conegliano – così racconta l’incontro Cappelletti – dopo una gara di Champions salì a Udine dove giocavo io, lì ci vedemmo per la prima volta: non proprio amore a prima vista, ma una cosa abbastanza graduale. E ora siamo quasi a due anni di fidanzamento». Gli altri biancoblù hanno mogli o compagne a Sassari. Quanto è difficile coltivare un rapporto così: «Lo è, non lo nego, specie se uno dei due vive su un’isola, il che rende tutto più complicato. L’altra faccia della medaglia è che da sportivi siamo consci dei nostri impegni. Così i periodi in cui ci si vede di meno finiscono per rafforzare l’unione». Miriam è stata avvistata diverse volte al PalaSerradimigni: «Quest’anno vince lei, io non sono mai stato presente alle sue gare, ma lo scorso anno l’avevo battuta clamorosamente, avevo anche seguito i suoi playoff, per cui resto sempre in vantaggio (ride). In questo weekend giocherà le Final4 di Coppa Italia, ma Trieste è troppo lontana e io rientro».

Com’è Miriam: «Proprio come appare in tv, una persona solare e generosa (ma anche di più). Pretende molto da se stessa: per ambire a certi livelli, devi essere così». Miriam, vi somigliate? «Sì, ci assomigliamo molto per grinta e determinazione, nel modo in cui aggrediamo la partita e stiamo nel gioco». Da sportivi, cosa rubereste l’uno all’altra? «Forse la calma e la lucidità in alcune situazioni – dice lei – Anche se non sono intenditrice di basket, vorrei avere lo stesso tipo di controllo che ha lui». «Io invece – risponde il cestista – le ruberei... lo status che lei ha raggiunto nel proprio sport (ride). A parte gli scherzi, la determinazione e la super-disponibilità, lei che è una leader».

Qualche similitudine nel modo di stare in campo? «La prima partita che lei venne a vedere a Udine – spiega il play – ricordo che Miriam disse: sai che un po’ ci assomigliamo? Si riferiva al fatto che diamo tutto quello che abbiamo in campo, che si vinca o si perda». Sì, però sorride di più lei... «Vero, ma nel volley ci sono più pause… ecco, sicuramente la pallavolo dovrebbe essere presa un po’ più d’esempio per la maggiore leggerezza con cui vengono considerati gli errori, ed è quello che mi consiglia anche lei. Ma non è facile, i battiti vanno sempre a 180».

Silla è impegnata in battaglie sociali, contro razzismo e violenza sulle donne soprattutto. Alessandro le condivide? «Assolutamente sì– dice lui – e sono prese di posizione sempre meno scontate. Avendo un’esperie nza sportiva importante, Miriam tiene molto a sfruttare la sua posizione per mandare dei messaggi di carattere sociale e io non posso che esserne molto orgoglioso».

Vacanze in Sardegna: già fatte? «Purtroppo ancora non c’è stato modo, solo qualche giro ad Alghero» dice Ale. «Nella mia vita c’è già un grande pezzo di Sardegna – spiega Miriam – che si chiama Alessia Orro, mia amica (e compagna sia nel club che in azzurro), mi ha ospitato in vacanza a casa sua, siamo state in barca. Dell’isola ho vissuto l’aspetto più festoso, quest’anno invece quello sportivo con il passaggio di Alessandro alla Dinamo».

Già, la Dinamo: che succede? «E difficile valutare i miglioramenti con un calendario così duro come quello di questo periodo – dice Cappelletti – ma ci sono stati, la nostra con Tortona per 28’ è stata una gara che pochi avrebbero fatto con un’avversaria che sta spazzando via tutti. Dobbiamo migliorare l’approccio ai momenti difficili: loro hanno fatto due passi avanti, noi mezzo indietro, non va bene. Dobbiamo sfruttare meglio la scintilla che può dare il cambio di coach, si può fare molto meglio». Miriam Sylla, che consiglio può dare? «Resettare quello che è stato, partire col piede sull’acceleratore per le restanti gare. I ragazzi devono uscire dal campo senza rimpianti».
 

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