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Flop Dinamo, Stefano Sardara chiede scusa ai tifosi e agli sponsor

Flop Dinamo, Stefano Sardara chiede scusa ai tifosi e agli sponsor

Il presidente: «Questa è una piazza che ha una storia e merita rispetto»

22 aprile 2024
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Sassari Chiede scusa ai tifosi e fa una cosa inconsueta: critica in maniera forte l’atteggiamento della squadra che pure ha sempre difeso. Il presidente della Dinamo Stefano Sardara è l’unico del club di casa a presentarsi ai microfoni in sala stampa. «Non sono ovviamente qui per commentare l’aspetto tecnico della partita ma per chiedere scusa ai nostri tifosi, agli sponsor e a tutto il mondo Dinamo perché quello che abbiamo visto oggi in campo è vergognoso. I giocatori oggi hanno lanciato un messaggio: che sono appagati dal risultato ottenuto. E allora lavoreranno in queste due settimane quanto il club penserà sia il caso di fare. Domattina (oggi, ndr) facciamo allenamento presto e iniziamo a ritrovare le giuste motivazioni, perché questa è una piazza che ha storia, ha tifosi, ha tradizione e merita quel rispetto che oggi non si è visto».

Il numero 1 del Banco ricorda che «è stata una stagione disastrata specie per gli infortuni, e come sapete ho sempre supportato la squadra perché sapevo delle difficoltà di partire con tanti problemi, ma vederli non scendere in campo – perché si può vincere e perdere ma oggi il problema era un altro – come accaduto oggi è vergognoso». Sardara ricorda: «Siamo partiti il 20 agosto con quattro quinti di quintetto infortunato, a parte Bendzius, gli altri sono rientrati tra ottobre e novembre. Siamo partiti sicuramente con i piombi ai piedi, poi il cambio di allenatore ci ha permesso di stare sereni con un marzo meraviglioso. Ma mentalmente forse è una squadra che ha carenza di leadership, che ha perso di nuovo la strada. Se all’inizio aveva una serie di motivazioni comprensibili, ora trovo che si stia comportando in modo non professionale».

Forse è stato sbagliato qualcosa in fase di costruzione: «La squadra è stata costruita come sempre con la volontà di fare bene, è chiaro che se parti con tanti problemi diventa tutto più complesso, cose che ci stanno, ma è un gruppo che al completo ha mostrato di avere le sue potenzialità. Quello che mi fa arrabbiare è ciò che ho visto a Napoli e in maniera eclatante oggi: una squadra che ha ottenuto il risultato e si accontenta. Per la società è importante andare fino in fondo e provare ad andare ai playoff, essere quello che siamo sempre stati. Certo restare in Serie A è importante, ma onestamente mi aspettavo di più per quello che il club ha dato ai suoi giocatori anche nelle difficoltà. La controprova non l’avremo mai, perché per tre mesi non abbiamo avuto la squadra al completo, ma forse c’era bisogno di più leadership. Lo dico da tifoso, non da presidente. Certo è facile dirlo oggi, avrei voluto vedere la squadra al completo. Senza l’arrivo di Markovic e il magico marzo non saremmo così sereni».

C’è stato un ridimensionamento degli obiettivi, delle ambizioni? «Ridimensionamento di cosa? Il budget è lo stesso, i giocatori presi davano certe garanzie e basta rileggersi gli articoli scritti in estate. Purtroppo il ridimensionamento è stato nei risultati. Gestire la Dinamo, realtà di un territorio con i problemi che sappiamo, non è facile. O lo fa o non lo fai. Llo stiamo facendo nella sola maniera possibile, ma in campo non ci andiamo noi». (a.pa.)

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