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Casa Torres, l’amarezza di capitan Scotto: «Eravamo vicini al traguardo»

di Sandra Usai
Casa Torres, l’amarezza di capitan Scotto: «Eravamo vicini al traguardo»

La favola rossoblù è finita sul più bello, e senza lieto fine

26 maggio 2024
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Sassari La favola rossoblù è finita sul più bello. E senza lieto fine. Ma sempre favola resta e gli applausi al termine dei tifosi, delusi ma riconoscenti alla squadra che li ha fatti sognare, sono il premio a chi in campo ha fatto vivere una serata straordinaria a uno stadio stracolmo, tra ansia, fiducia e speranza che hanno fatto palpitare oltre seimila cuori torresini. Questo però i ragazzi lo capiranno a mente fredda, dopo l'eliminazione (immeritata, va detto e ribadito dopo due gare giocate motlo più che alla pari con la corazzata Benevent) non c'è consolazione che tenga. Spazio dunque alle lacrime, che potevano essere di gioia e invece sono solo di grande amarezza.

A dare voce in sala stampa a un gruppo ferito ma orgoglioso del suo cammino arriva il capitano, sassarese vero che ancora non ci crede che sia finita con gli avversari a festeggiare l'approdo in semifinale. «Avete visto tutti come è andata – commenta Gigi Scotto con espressione a tratti assente, sintomo di uno choc subito in campo che resiste un’ora dopo il triste epilogo – e ci dispiace immensamente. Eravamo a un passo dal traguardo, faccio fatica a capacitarmi ripensando a quanto è successo in campo, tra occasioni, gol annullati e tanto altro. Un episodio nell'arco delle due gare ha fatto la differenza, la fortuna non è stata dalla nostra parte». Benchè amareggiato e provato al massimo sul piano emotivo, Scotto ha lo scatto d'orgoglio per “l'atmosfera fantastica che si è creata allo stadio, la città si è fusa con la squadra, eravamo un'unica cosa e questo è stato un bellissimo risultato per un gruppo altrettanto fantastico. Mi auguro che possano restare tutti, forse non sarà possibile ma sarebbe bello perchè insieme siamo stati una grande famiglia. Io sono ogoglioso di giocare in questa Torres, che ha saputo creare qualcosa di magico”. Inutile commentare la partita, “anche se io uno sguardo al Var l'avrei dato su quell'ultimo episodio, che a me sembrava rigore. Visto che la tecnologia c'è usiamola. Abbiamo giocato con grande intensità, il cuore è stato la nostra forza in tutta la stagione”.

La voce è flebile, il capitano non dormirà e chissà per quanto tempo penserà alla grande occasione sfumata. Ora sembra un incubo, invece è un sogno che si è solo interrotto ma riprenderà.

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