Diego Nappi è il re d’Europa: «Ora corro verso Los Angeles»
Il velocista di Porto Torres, 18 anni appena compiuti, racconta il trionfo di Tampere
Sassari «200 metri da incorniciare, un bellissimo regalo di compleanno». Tre giorni dopo l’impresa, medaglia d’oro nel mezzo giro di pista agli Europei U20 di Tampere, in Finlandia, col tempo di 20’’77 (nuovo record italiano under 18), Diego Nappi è ancora senza voce. Risponde al telefono quasi sussurrando mentre è in attesa di un volo che lo riporterà a casa, a Porto Torres, tra una stretta di mano e un selfie con i passeggeri che lo riconoscono.
«Ho urlato a squarciagola al traguardo, sul podio quando ho cantato l’inno nazionale, con i miei compagni di squadra. Solo mio padre (Giovanni, il suo preparatore atletico) ha urlato più forte di me mentre abbracciava mia mamma».
Complimenti Diego, è il re d’Europa under 20 dei 200. Il regalo più bello per i suoi 18 anni festeggiati il giorno dopo la vittoria, il 10 agosto.
«È stata una coincidenza incredibile. Il più bel compleanno di sempre, anche perché questa vittoria arriva dopo un periodo complicato. All’inizio di quest’anno ho fatto due sole gare, a gennaio ai giovanili di Ancona ho corso i 60 metri realizzando il mio primato personale con 6.80, poi la delusione ai tricolori juniores di Ancona, sempre per colpa di quel maledetto dolore che non voleva passare. Quando ho scoperto che il dolore al bicipite femorale era causato da problemi alla dentatura, la mia vita è cambiata, ed eccomi qua».
In Finlandia un bel crono di 20’’77 con quasi 3 metri di vento contrario.
«È stata la gara perfetta, nonostante non sia piacevole correre col vento in faccia. Ho fatto una buona partenza, con il mio coach Marco Trapasso ci abbiamo lavorato tanto nelle ultime due settimane, poi in curva e sul rettilineo è andato tutto come previsto».
Aveva molta ansia sui blocchi?
«È normale che ci sia, è quella che ti fa scattare la voglia di vincere. Alla fine ho scaricato tutta la tensione all’arrivo in quell’urlo e nell’abbraccio con i miei compagni di squadra che hanno fatto un tifo incredibile. Siamo un bel gruppo, lo dimostrano anche i risultati con l’Italia in testa al medagliere».
L’anno scorso, a 16 anni, ha strappato il record under 18 nei 200 metri a un mostro sacro come Filippo Tortu, vi siete sentiti dopo la vittoria in Finlandia?
«È stato il primo a chiamarmi per farmi i complimenti. Mi ha detto di godermi il momento e di continuare a lavorare. Seguirò i suoi consigli preziosi».
Unico neo la staffetta 4x100, vi hanno squalificato in finale per mancato passaggio del testimone al primo cambio.
«Ero il terzo frazionista, un peccato non averla potuta correre, ci riproveremo».
A settembre ci sono i Mondiali di Tokyo, quelli dei grandi, ci andrà?
«Sarebbe un onore, ovviamente sono a disposizione della Federazione».
Come cambierà la sua vita dopo questo titolo continentale?
«Continuerò come sempre. Mi allenerò a Porto Torres con Marco Trapasso, il mio coach, e con mio padre, squadra che vince non si cambia. E poi questo è l’anno della maturità, sono iscritto al liceo scientifico a Sassari, quindi nessun cambio vita».
Lei è il testimonial dell’Istituto Europa, dove sta studiando, Sassari è tappezzata dai manifesti con lei in pista.
«Dirigenti e professori che mi hanno sempre sostenuto nel mio percorso scolastico».
Il messaggio più bello ricevuto dopo l ’oro.
«Quello di Paolo Camossi (l’ex tecnico di Marcell Jacobs), si è complimentato per l’utilizzo delle braccia e lo stile di corsa. Mi ha detto che gli ricordo lo statunitense Noah Lyles, per me un mito, mi piace la sua determinazione».
Tra qualche anno potrebbe sfidarlo alle Olimpiadi di Los Angeles.
«Sarebbe un sogno, prima la maturità però».
