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La Dinamo Women ci prova con la Reyer Venezia di Euroleague

di Antonello Palmas

	<strong>Debora Carangelo </strong>e coach <strong>Paolo Citrini </strong>della Dinamo Women
Debora Carangelo e coach Paolo Citrini della Dinamo Women

Domenica 25 gennaio alle 12 il PalaSerradimigni ospita la difficile sfida della A1 femminile con la vicecapolista. Debora Carangelo: «Io dieci anni in Laguna, ma oggi mi sento sassarese»

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Sassari «Dieci anni a Venezia, ma oggi mi sento sassarese»: Debora Carangelo fa capire con che spirito affronterà con le Dinamo Women la difficile sfida del PalaSerradimigni in programma domenica 25 gennaio (ore 12) nel lunch match contro la Reyer Venezia. La Dinamo inizia il frangente più complicato del suo calendario, affrontando in serie le prime tre della classifica. Dopo la sconfitta sul campo di Broni, Sassari è scivolata al settimo posto in classifica, e il margine sulla zona playout è diventato di quattro punti. Di fronte ci sarà Venezia, reduce dalla sconfitta con il Fenerbahce e a tre giorni da un'altra partita decisiva in Eurolega. La Reyer viene da due vittorie consecutive in campionato, anche grazie al rendimento di Stephanie Mavunga, che dopo qualche passaggio a vuoto a fine 2025 è stata protagonista contro Roseto e Derthona. Lo scontro diretto sotto canestro sarà con Kourtney Treffers, che sta viaggiando a 11.9 punti e 7.1 rimbalzi di media ed è una delle lunghe più continue di tutto il campionato.

«Dovremo rimanere in partita il più a lungo possibile contro una squadra di livello Eurolega, che pratica un basket diverso dal nostro –  dice la capitana delle sassaresi Debora Carangelo – . Serviranno costanza, attenzione ai dettagli e massimo impegno. Abbiamo fatto un’ottima settimana di allenamenti e speriamo che questa continuità duri più a lungo rispetto ad altre occasioni». Carangelo è stata la trascinatrice nell’ultimo match perso a Broni, nel quale le Women sono risalite da -14, andando sul +4, ma senza riuscire a chiuderla: per la play 23 punti e 7 rimbalzi. «Dobbiamo lavorare, aiutarci: chi sbaglia va sostenuto –  dice Carangelo – . Siamo un bel gruppo, andiamo tutte d’accordo e nelle ultime partite si vede che siamo sempre più compatte, anche quando il risultato non ci premia».

Il coach Paolo Citrini: «Debora Carangelo è un esempio per le compagne, soprattutto per mentalità: da capitano, con esperienze di alto livello anche in Nazionale, sa trasmettere alle più giovani cosa serve per crescere». Sulla gara: «Venezia è una squadra forte, le abbiamo viste anche contro il Fenerbahce in Eurolega: sappiamo che insieme a Schio nel nostro campionato gioca quasi un altro sport, ma questo non significa partire battuti, non lo facciamo mai. Dobbiamo fare la miglior partita possibile, sperando anche che loro non siano al massimo. Stiamo lavorando bene in settimana e questi allenamenti devono servirci per migliorare quegli aspetti che non sono emersi in partite che, in alcuni casi, avremmo anche meritato di vincere. Queste gare servono a capire il nostro potenziale». E ancora: «Siamo arrabbiati per alcune sconfitte, ma non posso rimproverare nulla alle ragazze: stanno dando tutto e stanno migliorando. Contro squadre come Venezia bisogna giocare alla morte, senza timore reverenziale. Tutto ciò che si vuole ottenere va guadagnato: non dobbiamo regalare nulla, ma costringerle a meritarsi la vittoria».

Contro un Geas di ottimo livello si è vinto due volte e questo deve avere un significato, ma poi si sono lasciati punti con formazioni meno quitate: «Serve cattiveria agonistica, come abbiamo già dimostrato contro il Geas, ma anche con Derthona e San Martino. Possiamo e dobbiamo rifarlo. Ma citerei anche le vittorie sfiorate con Campobasso (senza Richards) e una Broni che ritengo al nostro livello».

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