“Life after oil” a Stintino Il cinema per l’ambiente

Si parte stasera con “I colori primari” di Monica Dovarch, girato nel Mandrolisai E poi “Il tramonto di un paradiso”, videoreportage di Carlo Gaspa sulla Sardegna

STINTINO. Dopo le due edizioni svoltesi a Martis nel 2014 e 2015, il festival “Life after oil”, ideato e diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, dedicato alle opere cinematografiche che si occupano di sostenibilità ambientale ed ecologia, trova casa in una delle più celebri e amate località turistiche della Sardegna, Stintini.

Oggi il programma del festival prevede la proiezione, al Porto Vecchio alle 21, la proiezione del film i “Colori primari” dell'antropologa visuale Monica Dovarch, presente al festival. Un esempio di lavoro e di possibile "vita dopo il petrolio" ad Atzara, piccolo centro del Mandrolisai, dove è nato un laboratorio di tinture naturali e arti applicate. A seguire “Il canto”, onirica e breve fiction di Guilherme Ferraz in cui un contadino è costretto a usare potenti diserbanti chimici per la sua coltivazione. Un'aggressione al naturale equilibrio della natura che porterà a conseguenze irreversibili rese con le immagini di una poetica metamorfosi.

Seguiranno altri film, a cominciare da “Cargo”, di Vincenzo Mineo, che descrive invece la vita e il lavoro a bordo di una petroliera, di ufficiali e marinai di diverse nazionalità. Un racconto immerso in una dimensione di spazi e tempi del tutto peculiari.

Il pluripremiato regista Brent E. Huffman, che sarà presente al festival, è l'autore di “Saving mes aynak”, reportage sulle vicende del sito archeologico afghano, minacciato da una società mineraria statale cinese che vuole impadronirsi del rame che giace proprio sotto i suoi innumerevoli tesori.

Ci riporta in Sardegna “Il tramonto di un paradiso” di Carlo Gaspa (presente al festival), un'indagine sulle contraddizioni dell’isola, un affresco di luci e ombre, di grandi contrasti fra le zone aggredite dall'inquinamento dell'industria pesante e paesaggi di incomparabile bellezza in una natura ancora incontaminata.

“Foresta in movimento” di Emmanuel Coquelou e Yanette Shalter, si occupa della produzione dell'olio di palma, causa di immense deforestazioni che mettono in pericolo interi ecosistemi e comunità indigene nel Borneo e a Sumatra. “Mare carbone” (Italia 2015) di Gian Luca Rossi racconta il ritorno di Margherita in Calabria, terra dei nonni, dove scopre che sul sito di una fabbrica abbandonata, una società italo-svizzera vuole costruire una centrale a carbone. Ne nasce un'indagine sulle contraddizioni di una terra bellissima ma ferita da uno sviluppo malinteso. “Mare carbone” verrà replicato il 6 agosto alle 15.30 nella scuola elementare di Stintino.

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