Mahmood, ad Alghero è un trionfo

Tutto esaurito all'Arena rugby di Maria Pia per il rapper di origine sarda

Quando mette piede sul palco non riesce a nascondere l’emozione. Una cosa naturale quando hai davanti una platea di giovanissimi - e non solo - accorsa lì solo per te. Per di più se questo succede a casa tua. Mahmood lo ha detto alla vigilia, lo ha ribadito ieri sul palco dell’Arena rugby di Maria Pia ad Alghero. «Sono felice di essere qui». Per il rapper originario di Orosei la Sardegna «è la mia casa, il mio rifugio, il mio porto sicuro». Figurarsi cosa deve avere provato nel vedere una distesa di donne e uomini seduti, a distanza, che attendevano di assistere alla sua performance. Di fatto, il suo primo vero grande concerto in Sardegna. Perché dopo l’exploit di Sanremo del 2019 il rapper milanese si era esibito solo nell’estate di due anni fa a Olbia, prima dei Subsonica, in un live gratuito al porto. Poi la pandemia ha messo tutto in standby e anche Mahmood ha dovuto fermarsi. Il ritorno sulle scene il 13 agosto a Lecce, e poi ieri finalmente ad Alghero, seconda tappa del suo “Ghettolimpo tour”, organizzata da Sardegna concerti. Sold out da settimane. «Ne avrei voluto fare due, ma vedo che stasera ci siete tutti».

Pantaloni neri, maglia bianca e rossa, Mahmood si materializza sul palco accompagnato dalle atmosfere di “Dei”, che è anche l’intro del suo album. Ecco poi “Ghettolimpo”, il brano che dà il nome al disco, colonna sonora dell’estate italiana 2021, e un videoclip interamente girato in Sardegna, tra il tempio di Antas a Fluminimaggiore e le dune di Piscinas. E ancora “Nilo”, “Baci dalla Tunisia”. Con “Barrio” ritorna alla sua Milano degli inizi. E “Gioventù bruciata”, la canzone spartiacque tra il mancato decollo del primo Sanremo e il trionfo dell’Ariston. E poi “Zero”, il brano che fa parte della colonna sonora dell’omonima serie Netflix. «Questi concerti sono una manna dal cielo dopo la quarantena», racconta al pubblico. I fan sono in visibilio, scandiscono i suoi brani parola per parola. Lo show di Mahmood - perché di vero e proprio spettacolo si tratta - va avanti con “Dorado”, un featuring con Sfera Ebbasta e Feid che gli è valso il doppio disco di platino. E poi altre due sue hit, “Inuyasha”, e “Rubini”.

È il turno di “T’amo”, la dichiarazione d’amore alla madre Anna Frau - seduta nelle prime file - accompagnata dalle launeddas e dal coro femminile di Orosei Intempras. Ma la canzone è un atto d’amore anche per la Sardegna. E infatti il pubblico va da solo quando arriva il ritornello. “Non potho reposare amore 'e coro. Pensendte a tie so donzi momentu. T'assicuro che a tie solu bramo. Ca t'amo forte e t'amo, t'amo e t'amo”. Per Mahmood è l’apoteosi. Su questo brano la platea di Alghero non può che essere la più partecipe di tutte. Non ci può essere gara con gli altri stadi d’Italia. E lui risponde: «Ajò Alghero!». Fa l’appello: «Chi è di Alghero, chi è di Nuoro, chi di Orosei, chi è sardo?». Centinaia di mani alzate. Dalle prime file gli dicono qualcosa, lui non capisce e chiede al microfono: «Itte?». Il concerto va avanti con “Uramaki”, “Rapide”. E finalmente è il turno di “Soldi”, la canzone che lo ha fatto salire sull’Olimpo della musica italiana. “Mi chiedevi come va, come va, come va. Adesso come va, come va, come va”. Tutti conoscono alla perfezione le parole del brano con cui a sorpresa ha trionfato a Sanremo nel 2019, la più ascoltata di sempre su Spotify e Apple music. Il finale è il trionfo di Mahmood. A casa sua. La tensione iniziale non c’è più, la sua Sardegna ha risposto alla sua chiamata e si è confermata il suo porto sicuro.



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