Calici vip, Tessa Gelisio dalla tv al vino

Volto noto della televisione, lancia il suo "Carignano su piede franco" nato nelle sabbie del Suclis. Un vitigno salvato dall'estinzione

Viticoltura eroica. Forse anche un po' folle. Perché ci vuole davvero audacia e un tocco di sana pazzia a lottare contro il maestrale e i terreni sabbiosi per recuperare vigne centenarie che appaiono oggi fuori dal tempo. Appezzamenti dove le viti, a ridosso del mare, sferzate dal vento, assettate delle scarse piogge, resistono con tenacia alle sfavorevoli condizioni e sono capaci di regalare grappoli di uva da trasformare in un vino dalle caratteristiche uniche. Qualità alta, ma bassissima resa e costi alti che per decenni hanno scoraggiato i coltivatori del Carignano su piede franco del Sulcis. Per tutelare e valorizzare questa antica tradizione dell'allevamento su sabbia delle viti nell'isola di Sant'Antioco, nasce ora con Slow Food Cagliari la comunità Slow "Carignano a piede franco" del Sud Ovest Sardegna.

Amore sardo. Referente Tessa Gelisio, volto noto della televisione (in particolare grazie ai programmi "Pianeta mare" e "Cotto e mangiato"), che qualche anno fa ha inaugurato un'azienda agricola a Calasetta recuperando il vigneto della famiglia del compagno Massimo Pusceddu. Un amore sardo nato ormai molto tempo fa per la conduttrice tv che ha lei stessa origini isolane, per via della nonna di Bonorva trasferitesi in Toscana dove Tessa è cresciuta. Nella loro cantina, Tenuta la Sabbiosa, ci sarà domani sera la presentazione ufficiale di questa nuova comunità dedicata al Carignano. «Abbiamo pensato a questa iniziativa - spiega la referente - per dare maggiore visibilità ai vigneti a piede franco, aiutare i piccoli produttori che come noi vogliono mantenere viva una bellissima tradizione. Vogliamo fare sinergia, mettendoci insieme possiamo per esempio ammortizzare alcuni costi, creare delle squadre di lavoro, farci conoscere di più con degustazioni e partecipando collettivamente alle fiere. Parliamo di piccole realtà, da mille a duemila bottiglie. L'unione, in una comunità, può davvero servire a promuovere un unico marchio che ci distingua e faccia capire al consumatore qual è la differenza tra un Carignano su piede franco e uno che non lo è. Si tratta di una vite completamente diversa che mantiene vecchie caratteristiche genetiche, scampata alla piaga della fillossera».

Antico e moderno. Vigneti antichi per un vino moderno. Un prodotto unico. Naturale, ma frutto dell'abilità dell'uomo. Tutto viene a fatto a mano come un tempo perché questa è una viticoltura che non può essere meccanizzata, le vigne non possono essere percorse da macchine vendemmiatrici. Il risultato è un vino particolare, con profumi più accentuati, che si sposa perfettamente con altre eccellenze gastronomiche del territorio.

«Nelle cene che facciamo in cantina sottolinea - Tessa Gelisio - lo abbiniamo spesso al tonno rosso simbolo del mare di questa zona. Ma nell'isola di Sant'Antioco, così come in tutta la Sardegna, ci sono tante eccellenze che purtroppo non vengono abbastanza valorizzate. Io vengo dalla Toscana dove il vino è diventato il prodotto tipico con il quale promuovere il territorio. San Gimignano o Montepulciano hanno fatto del vino la loro bandiera, anche dal punto di vista turistico. Qua abbiamo un unicum a livello mondiale: solo nel Sulcis, infatti, sono rimasti i vigneti di Carignano a piede franco coltivati su sabbia marina. Penso sia giusto puntarci».

Turismo lento. Insomma gli obiettivi della nascente comunità sono importanti, ambiziosi e precisi: tutelare la tradizione della coltivazione del Carignano su piede franco e salvare dall'estinzione i vigneti centenari dell'Isola di Sant'Antioco, farne un vessillo di marketing territoriale creando un forte e particolarissimo distretto del vino, favorire uno turismo lento, sostenibile, esperienziale. Partendo dal modello Slow Food che mette al centro il bene comune legato al cibo, all'ambiente, alla socialità.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes