1916. Il primo anno dell'ora legale: la guida della Nuova Sardegna per evitare inconvenienti

L'orologio del palazzo della Provincia in piazza d'Italia a Sassari

Nel 1916 viene introdotta per la prima volta in Italia l’ora legale. La Nuova Sardegna anticipa la novità nel numero in edicola il 2 giugno con il titolo “L’antecipazione dell’ora e gli inconvenienti da evitare”. Avverte il redattore: «Mentre si avvicina la mezzanotte del 3 giugno in cui dovremo valicare idealmente un’ora dell’esistenza – che ricupereremo fra qualche mese – è bene prevenire un’inconveniente che potrebbe nascere facilmente. È indispensabile che tutti indistintamente i servizi pubblici siano regolati sul nuovo orario, ossia con l’ora anticipata. Così del resto dispone il decreto (...)

Un ufficio pubblico, per esempio, osservò fino a oggi l’orario dalle 9 ant. alle 2 pom. Se lo modificasse e stabilisse dal 4 giugno l’orario dalle 10 ant. alle 3 pom., che corrisponderebbe all’orario attuale, ne deriverebbe l’inutilizzazione della prima ora per tutti i cittadini i quali per necessità devono regolare i propri orologi sugli orologi pubblici, sulle ferrovie, la posta, il telegrafo ecc. E poiché anche il ritmo degli affari, le occupazioni, le abitudini dovranno conformarsi agli orologi anticipati, anche l’ultima ora del nuovo orario che un ufficio volesse adottare, sarebbe o inutile per il pubblico, o causa di altri perturbamenti». Analoghi esempi il redattore fa per le scuole e per i tribunali.

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