Brigate Russe, la guerra occulta del Cremlino
I conflitti dell’era digitale visti da Marta Ottaviani
di Nicolò Migheli
Nel 1999 in Cina venne pubblicato “La guerra senza limiti” dei due colonnelli, oggi generali, Qiao Liang e Wang Xiangsui. Un testo che partendo dall’esperienza delle guerre anti coloniali codificava...
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Nel 1999 in Cina venne pubblicato “La guerra senza limiti” dei due colonnelli, oggi generali, Qiao Liang e Wang Xiangsui. Un testo che partendo dall’esperienza delle guerre anti coloniali codificava i conflitti asimmetrici. I due militari affermavano che non aveva più senso spendere grandi cifre in armamenti quando tutto poteva essere considerato arma. La globalizzazione, la finanziarizzazione dell’economia, internet, potevano essere usati per sconfiggere un nemico. In Occidente quel testo venne studiato e considerato un manuale per il terrorismo.
Von Clausevitz diceva: «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico». Però con una separazione tra il tempo di guerra e quello della politica, mentre la contemporaneità mostra che le due opzioni convivono nelle decisioni statuali. Negli stessi anni durante le due guerre cecene i russi sperimentavano la vetustà e l’inadeguatezza del loro esercito nel reprimere le rivolte del Caucaso. Nel 2013 il generale Valerij Vasil’evic Gerasimov diventa comandante della FAA russe e riceve l’incarico di riformarle. Lui è convinto che la Primavere Arabe e le Rivoluzioni Colorate nelle repubbliche ex sovietiche siano degli atti di aggressione, ispirate dal nemico di sempre: gli Usa. Il militare pubblica un testo strategico che in Occidente viene subito definito come dottrina Gerasimov: il testo base per la guerra ibrida. Marta Ottaviani nel suo “Brigate Russe” ci rivela che il termine esatto è: guerra non lineare, guerra grigia. Gerasimov, è di sicuro uno dei pensatori militari più brillanti di questo tempo, afferma che la guerra attuale è cambiata. Riforma l’esercito con l’introduzione progressiva di volontari a scapito della leva, ottiene finanziamenti per l’ammodernamento dei mezzi, razionalizza le divisioni con la creazione dei Btg, regimenti corazzati di 900 uomini che si muovono veloci nel campo di battaglia.
Lo sviluppo di Internet, delle reti sociali, permette un ampliamento delle operazioni psicologiche nel conquistare le menti e nello stesso tempo, in un mondo interconnesso come il nostro, l’uso degli hacker con attacchi informatici mirati a reti elettriche, stabilimenti, banche, aeroporti, ferrovie, acquedotti, ospedali, possono gettare nel caos un Paese senza dover sparare un colpo. Un mezzo che ha nell’anonimato il suo punto di forza. Dopo attacchi simili, il più delle volte è difficile risalire agli autori e, soprattutto, ai mandanti. Le azioni militari classiche diventano l’ultima istanza, si privilegiano le milizie proxy e le PMC come la Wagner, che diventano lo strumento per intervenire in teatri come quelli siriani e africani. Il vantaggio è che di quelle azioni se ne può disconoscere la paternità. I caduti si possono nascondere a differenza di quelli regolari.
L’approccio olistico al danno, come lo definisce Gerasimov, permette azioni destabilizzanti totali. Marta Ottaviani esperta di Russia, scrive per Avvenire, nel suo libro analizza tutte le forme del conflitto contemporaneo e come i russi siano maestri. Non da ora, ma già dai tempi dello zar erano abili nelle tecniche della “maskirovka”, dell’inganno. Joseph Conrad lo racconta bene nel suo “Sotto gli occhi dell’Occidente”. La battaglia più importante oggi la si sta combattendo sul fronte dell’informazione, delle Fake news, della manipolazione delle menti che coinvolge gli aspetti cognitivi dell’individuo per poterlo guadagnare alla propria causa. Durante i 20 anni di potere Putin si è assicurato il controllo dell’informazione russa, spegnendo o comprando i media a lui ostili, arrestando chi gli era contrario. L’altro passo è stato quello di servirsi di giornalisti stranieri, hacker e troll per poter influenzare l’opinione pubblica dei Paesi rivali. Un ruolo, forse non decisivo, ma abbastanza forte nella manipolazione del voto, si sospetta che sia stato giocato in Uk durante la Brexit e per l’elezione a presidente degli Usa di Donald Trump. “Brigate Russe” è uno dei testi più completi sull’argomento comparso in Italia.
“Marta Ottaviani, Brigate russe, la guerra occulta del Cremlino tra hacker e troll”. Ledizioni, Milano, 2022, 14,90 euro. In Ebook Kindle 6,99 euro.
Von Clausevitz diceva: «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico». Però con una separazione tra il tempo di guerra e quello della politica, mentre la contemporaneità mostra che le due opzioni convivono nelle decisioni statuali. Negli stessi anni durante le due guerre cecene i russi sperimentavano la vetustà e l’inadeguatezza del loro esercito nel reprimere le rivolte del Caucaso. Nel 2013 il generale Valerij Vasil’evic Gerasimov diventa comandante della FAA russe e riceve l’incarico di riformarle. Lui è convinto che la Primavere Arabe e le Rivoluzioni Colorate nelle repubbliche ex sovietiche siano degli atti di aggressione, ispirate dal nemico di sempre: gli Usa. Il militare pubblica un testo strategico che in Occidente viene subito definito come dottrina Gerasimov: il testo base per la guerra ibrida. Marta Ottaviani nel suo “Brigate Russe” ci rivela che il termine esatto è: guerra non lineare, guerra grigia. Gerasimov, è di sicuro uno dei pensatori militari più brillanti di questo tempo, afferma che la guerra attuale è cambiata. Riforma l’esercito con l’introduzione progressiva di volontari a scapito della leva, ottiene finanziamenti per l’ammodernamento dei mezzi, razionalizza le divisioni con la creazione dei Btg, regimenti corazzati di 900 uomini che si muovono veloci nel campo di battaglia.
Lo sviluppo di Internet, delle reti sociali, permette un ampliamento delle operazioni psicologiche nel conquistare le menti e nello stesso tempo, in un mondo interconnesso come il nostro, l’uso degli hacker con attacchi informatici mirati a reti elettriche, stabilimenti, banche, aeroporti, ferrovie, acquedotti, ospedali, possono gettare nel caos un Paese senza dover sparare un colpo. Un mezzo che ha nell’anonimato il suo punto di forza. Dopo attacchi simili, il più delle volte è difficile risalire agli autori e, soprattutto, ai mandanti. Le azioni militari classiche diventano l’ultima istanza, si privilegiano le milizie proxy e le PMC come la Wagner, che diventano lo strumento per intervenire in teatri come quelli siriani e africani. Il vantaggio è che di quelle azioni se ne può disconoscere la paternità. I caduti si possono nascondere a differenza di quelli regolari.
L’approccio olistico al danno, come lo definisce Gerasimov, permette azioni destabilizzanti totali. Marta Ottaviani esperta di Russia, scrive per Avvenire, nel suo libro analizza tutte le forme del conflitto contemporaneo e come i russi siano maestri. Non da ora, ma già dai tempi dello zar erano abili nelle tecniche della “maskirovka”, dell’inganno. Joseph Conrad lo racconta bene nel suo “Sotto gli occhi dell’Occidente”. La battaglia più importante oggi la si sta combattendo sul fronte dell’informazione, delle Fake news, della manipolazione delle menti che coinvolge gli aspetti cognitivi dell’individuo per poterlo guadagnare alla propria causa. Durante i 20 anni di potere Putin si è assicurato il controllo dell’informazione russa, spegnendo o comprando i media a lui ostili, arrestando chi gli era contrario. L’altro passo è stato quello di servirsi di giornalisti stranieri, hacker e troll per poter influenzare l’opinione pubblica dei Paesi rivali. Un ruolo, forse non decisivo, ma abbastanza forte nella manipolazione del voto, si sospetta che sia stato giocato in Uk durante la Brexit e per l’elezione a presidente degli Usa di Donald Trump. “Brigate Russe” è uno dei testi più completi sull’argomento comparso in Italia.
“Marta Ottaviani, Brigate russe, la guerra occulta del Cremlino tra hacker e troll”. Ledizioni, Milano, 2022, 14,90 euro. In Ebook Kindle 6,99 euro.
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