La Nuova Sardegna

Il polo museale

Arte, per il Mac Lula un anno di successi

di Alessandro Mele
Arte, per il Mac Lula un anno di successi

Il museo del Novecento e del contemporaneo nato nel 2022 già visitato da 5mila persone

21 agosto 2023
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Lula Un nero che sa di storia e dei ricordi dei minatori lulesi di Sos Enattos, di quei volti cupi, arcaici della maschera tradizionale de Su Battileddu. Poi il bianco che rappresenta il genius loci dell’architettura di Lula, con la sua purezza che trasuda quei valori leggendari del pastoralismo, l’essenza di una terra di confine tra la Barbagia e la Baronia. È la prima immagine che accoglie il visitatore appena arriva nel piazzale granitico che anticipa il Mac Lula, il polo museale di arte contemporanea che ha appena compiuto il primo anno di vita. Un’esperienza giovane, quindi, ma già adulta nello sguardo che scruta il futuro e cura il presente con attenzione meticolosa. Tre spazi museali e una foresteria sono incastonati in una realtà, quella di Lula, che diventa un po’ il centro del mondo per gli appassionati di arte, per gli intenditori, per chi ha sete di sapere. Il Mac Lula è un figlio partorito in casa, all’antica: «Abbiamo realizzato il sogno di mettere a disposizione di tutti – raccontano il cultore, collezionista e appassionato d’arte milanese Domenico Fumagalli e la moglie Mariolina Mannia, lulese – una collezione privata di opere locali, nazionali e internazionali raccolte in un museo alternativo che nasce da una sfida culturale coraggiosa». Le difficoltà non sono mancate nei momenti iniziali, ma il successo non si è fatto attendere, sono 5000 i visitatori nel primo anno: «Il progetto – spiegano – all’inizio è stato accolto con diffidenza per poi essere accettato da tutti, anche dal mondo giovanile non sempre vicinissimo all’arte. Lo dimostra il rispetto di tutti, in un anno nessun atto vandalico né di maleducazione. Questa realtà è ormai un punto di riferimento anche per le comunità che circondano Lula e non solo». E l’arte trasuda da quelle pareti come fosse rugiada alla mattina, si respira nei saloni illuminati dal sole, sulle vetrate e sulle scale. Tutto è perfetto e pensato a regola d’arte per stupire. D’altronde è già arte il progetto architettonico di Luca Zecchin che è stato il pprescelto in una rosa di progetti internazionali che pensavano ciascuno a modo loro il Mac Lula. In mostra ora c’è la pittura aniconica e le essenze del colore degli artisti Vincenzo Satta e Mauro Cappelletti, e ancora lo spray di Elsa. Poi, tra gli autografi più illustri, la raccolta di opere di diverse generazioni di artisti del ‘900, con il surrealista Sergio Dangelo, Claudio Olivieri e Pinuccio Sciola fino a Giulio Locatelli e Zhang Hongho, attivi dagli anni 2000. «È un progetto che insiste sull’area matrice del centro storico di Lula – spiegano Fumagalli e Mannia – che si propone come archetipo anche per i futuri restauri nel paese. Un grande lavoro svolto anche grazie alla buona volontà di Regione e Fondazione di Sardegna, oltre alle tante donazioni». Dopo un anno, il Mac Lula è un punto di riferimento per artisti locali e di tutto il mondo ed è un orgoglio tutto sardo che vanta collaborazioni con le università di Trieste, Udine e Malta. «Tanti i progetti futuri – concludono – tra questi, quello di aperture di sedi decentrate in altre località dell’isola. Un sistema utile e sinergico che ambisce a dare voce a tutte le realtà artistiche e professionali della Sardegna». Uscendo dal Mac Lula la meraviglia resta negli occhi di chi lo visita, dalle opere d’arte si passa alla visione dell’immortalità della natura. Restano infatti, le pendici occidentali della catena del Monte Albo, i boschi di leccio, tassi e ginepri. Un regno di macchia mediterranea dove governano i mufloni e nidificano le aquile reali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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