La Nuova Sardegna

Il festival

Sanremo, Geolier vince la serata cover ma viene sommerso dai fischi dell’Ariston

di Andrea Tuttoilmondo
Sanremo, Geolier vince la serata cover ma viene sommerso dai fischi dell’Ariston

Per il rapper napoletano continua l’ascesa ma il pubblico non è d’accordo

10 febbraio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Sanremo (Imperia) Continua l’ascesa del rapper napoletano Geolier che dopo aver vinto la seconda serata del Festival di Sanremo, fa sua anche la serata cover con “Strade”, cantata insieme a Luchè, Guè e Gigi d'Alessio. Un successo accolto freddamente dal pubblico in sala che ha riservato sonori fischi dopo l’annuncio della vittoria dell’artista campano.

Brani iconici che hanno fatto la storia della canzone italiana e mondiale ieri sera sul palco dell’Ariston. Il momento dedicato alle cover, con i concorrenti sul palco affiancati da colleghi invitati per l’occasione, si dimostra ancora una volta tra i più attesi della settimana sanremese. Sotto lo sguardo del principe Alberto di Monaco, ad aprire la lunga serata è Sangiovanni che porta sul palco “Farfalle”, eseguita in un mix italiano-spagnolo con la cantante iberica Aitana. Con tutti e 30 i cantanti ad esibirsi, lo spettacolo corre veloce. E sul palco salgono Annalisa e La Rappresentante di lista per una potentissima versione del brano degli Eurythmics “Sweet dreams”.

Si deve attendere la terza cantante in gara per la prima cover interamente in italiano. Si tratta di Rose Villaine che accompagnata da Gianna Nannini esegue un medley di successi della rocker senese. A riportare l’Ariston agli anni ‘80 è Lorella Cuccarini, che entra in scena riproponendo i successi che ne hanno costellato la carriera, culminando in "Notte vola” accanto a Fiorello trasformato in un improbabile Manuel Franjo. Lapidario il commento dello showman al termine del balletto: «Non vi do la liberatoria», chiaro riferimento alla vicenda Travolta-Ballo del qua qua.

Alcuni brani vengono proposti senza grandi stravolgimenti all’arrangiamento originale, come nel caso di “Sogna ragazzo sogna”, portata sul palco da Alfa e Roberto Vecchioni, e “Quando finisce un amore” da Irama accompagnato da Riccardo Cocciante; altre subiscono una rivisitazione pressocché totale, come nel caso di “Che idea” proposta dai Bnkr44 con Pino D'Angiò. Francesco Gabbani e Fiorella Mannoia riportano l’Ariston al festival del 2017 quando il primo conquistò la gara con “Occidentali’s karma” e la seconda si piazzò seconda con “Che sia benedetta”.

Abito nero e zeppe da capogiro, Lorella Cuccarini scende le scale del palco con un minimo di apprensione, ma tutto fila liscio come l’olio. «Ho voluto ricordare quei capi modernissimi un tempo, ma moderni anche oggi, perché quando si parla di qualità e stile non c’è mai tempo. Ho voluto omaggiare 4 stilisti straordinari che hanno portato il nostro Paese a vette altissime nel mondo». L’Halleluja portata sul palco dai Santi Francesi è un ricamo di voci e musica con la straordinaria interpretazione di Skin. Le cover sono le uniche protagoniste della serata, e tra le più struggenti c’è quella di Angelina Mango, che omaggia il papà Pino ed emoziona con una delicatissima e al tempo stesso potente versione di “La Rondine”.

Tra pezzi immortali e artisti che ritrovano dopo tanto tempo il palco dell’Ariston, la serata cover si conferma momento nevralgico del Festival di Sanremo che anche ieri sera ha saputo regalare momenti di grande musica ed emozionante spettacolo.

Ma uno dei momenti più attesi della serata è stato quando Amadeus ha letto un estratto della lettera concordata con gli agricoltori che manifestano in giorni anche a Sanremo. Prima del gran finale c’è ancora tempo per l’omaggio di Diodato a Fabrizio De Andrè, con "Amore che vieni e amore che vai” eseguita con Savoretti, e dei Negramaro a Lucio Battisti, con “La canzone del sole” cantata con Emma. A chiudere la serata sono Renga e Nek che si "scambiano" alcuni dei loro successi più famosi facendo ballare l’Ariston. Ma la vera sorpresa della serata arriva proprio in chiusura, quando Amadeus e Fiorello annunciano il ritorno sul palco dell’Ariston, dopo 27 anni, dei Jalisse con la loro “Fiumi di Parole”. A dirigerli due maestri d’orchestra, tra cui l’amatissimo dal pubblico Peppe Vessicchio. Tra pezzi immortali e artisti che ritrovano dopo tanto tempo il palco dell’Ariston, la serata cover si conferma momento nevralgico del Festival di Sanremo che anche stasera ha saputo regalare momenti di grande musica ed emozionante spettacolo.

La crisi

Agriturismi, il lento declino: ogni anno sempre meno mentre in Italia crescono

di Salvatore Santoni
Le nostre iniziative