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Il dialogo e la cultura della Sardegna come strumento di rinascita culturale ed economica

Il dialogo e la cultura della Sardegna come strumento di rinascita culturale ed economica

Prosegue la rassegna di dialoghi sulla Sardegna a Meana Sardo. Un appuntamento al mese per riflettere, interrogarsi e, forse, aprire nuovi orizzonti

29 febbraio 2024
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Meana Sardo Il dialogo e la cultura della Sardegna come strumento di rinascita culturale ed economica. È questa la strategia che anima gli incontri “Sardegna Storica – Rassegna di dialoghi sulla Sardegna”. Appuntamenti di approfondimento mensile di riflessione tematica sulla storia, le culture, le tradizioni, l’archeologia e le arti della Sardegna. Un modo per crescere, per conoscersi, per porre le basi di una coscienza più consapevole che sostenga il progetto di un Paese Museo, che professionalizzi la propria storica accoglienza, strutturi la rete di servizi e di opportunità possibili nel cuore meridiano della nostra isola. Perché quando i servizi vengono meno, anche quelli essenziali, quando i trasporti, la scuola, il numero degli abitanti, specie i più giovani e laureati, vanno via per assenza di prospettive, è necessario battere nuove strade. Iniziare da sentieri possibili, che diano soluzioni a economie stagnanti e a società sempre più stanche di essere illuse e deluse. Resettare diventa vitale almeno quanto la ribellione all’apatia. Ricominciare significa trovare un punto di equilibrio bilanciato su cui fondare le proprie scelte. le strade o anche solo i sentieri trovano una possibile risposta nella millenaria sentenza già ben chiara a chi chiedeva ad Apollo un responso per le proprie scelte future: conosci te stesso.

Tutto inizia dal conoscersi. Anche gli i proclami più avanzati dei guru del marketing più avanzato riconducono proprio a questo: conoscere sé stessi, conoscere il proprio “prodotto”. Trasformare ciò che si è, pur in un mercato globale e omologante, in forme di economia sostenibili, durature, rispettose della propria storia e dell’ambiente di cui si è eredi e testimoni. Tutto questo ha animato la sfida dell’Associazione S’Andala di Meana Sardo, che ha affidato alla giornalista Simona Scioni, la direzione artistica di un viaggio nella cultura della Sardegna. In tempi urlati o proclamati, il dialogo fra studiosi è la formula che la divulgatrice ha prediletto ancora una volta, per condurre i dialoghi tematici e iniziare questo viaggio. Alla sfida culturale hanno risposto, senza esitazione alcuna, tanti dei nomi più prestigiosi del mondo culturale sardo. Si inizia il primo di marzo, come avrebbe fatto l’antico esercito in Roma, pronto per iniziare la stagione di guerra, e si termina a dicembre.

Un appuntamento al mese per riflettere, interrogarsi e, forse, aprire nuovi orizzonti.

Marzo L’esordio è un omaggio alla modernità di Grazia Deledda, al concetto di Sarditudine di una sarda moderna, in un dialogo fra Duilio Caocci e Matteo Porru, si prosegue con la storia ed i principi di filosofia storica partendo dal Regno di Sardegna, la Carta del Logu e la figura di un’altra donna emblematica per la Sardegna, Eleonora d’Arborea spiegata da Francesco Cesare Casula e Giovanni Serreli.

Aprile Si prosegue ad aprile con i dialoghi con Alberto Moravetti e Anna Depalmas sulle Domus de Janas e le sempre più comprensibili sepolture ipogeiche dell’archeologia primitiva di una Sardegna raffinatissima che così tanto ci ha lasciato in eredità.

Maggio I villaggi medievali e l’economia rurale della Sardegna dal Medioevo all’età moderna sono il tema su cui ragioneranno l’archeologo Marco Milanese e lo storico Roberto Ibba a maggio.

Giugno Giugno, nel giorno del solstizio d’estate sarà dedicato agli spartiti della tradizione sarda conservata negli scritti di Giulio Fara, cantati dal coro Mediana di Meana Sardo saranno argomento di riflessione in un dialogo Miriam Quaquero e Marco Lutzu. Si parlerà di Giudici e Giudicati, di castelli e di fortificazioni della Sardegna con l’archeologo Franco Rolando Campus e lo storico Alessandro Soddu nell’ultimo appuntamento del primo ciclo di incontri. L’auspicio è che la comunità tutta e il mondo politico non solo locale, recepisca, accolga e si adoperi verso un cambiamento di direzione, verso la costruzione di realtà che sappiano mettere a reddito le proprie risorse, in proposte di sviluppo integrato, interconnesso fra realtà economiche e culturali esistenti nella comunità e operante nel territorio prossimo.

La cultura e la conoscenza della propria storia individuale e regionale, siamo certi, sostengono i meanesi non solo di S’Andala, che sia il punto di partenza per la un progetto più ambizioso di “Paese Museo” nel quale tutte le realtà e le testimonianze del passato, siano una risorsa economica e sociale su cui investire. Alla chiamata di S’Andala alle armi gentili, quelli della cultura e dell’azione, hanno risposto in tanti cittadini meanesi, in forma singola o associata. In molti si stanno adoperando perché si inizi. L’auspicio che i molti diventino tanti e che le energie più mature possano essere sostenute da quelle più giovani e da quanti, potendo, siano concreti ché il futuro si fa di idee che si realizzano a cominciare dall’oggi.

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