La Nuova Sardegna

Porto Cervo

Alicia Giménez-Bartlett: «La mia vita da impiegata-scrittrice e quella birretta con Paola Cortellesi»

di Giandomenico Mele
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Parla la vincitrice del Premio Internazionale Costa Smeralda 2024

04 maggio 2024
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Lo sguardo malinconico, un umorismo sottile e penetrante capace di mettere a proprio agio l’interlocutore, in un italiano fluente come una prima lingua. Alicia Giménez-Bartlett, la scrittrice spagnola autrice di successo, diventata famosa per il personaggio della poliziotta Petra Delicado, protagonista di dieci romanzi in poco più di vent’anni, portata al successo in una serie tv italiana da Paola Cortellesi, è a Porto Cervo per ritirare il Premio internazionale Costa Smeralda. Seduta all’Hotel Cala di Volpe analizza con lucidità un mondo in evoluzione che l’ha recentemente segnata con la morte prematura del marito e una voglia mai perduta di raccontare e vivere in pieno le emozioni. «Amo la Sardegna, sono qui per la terza volta e sono felice di ricevere questo premio, che suggella la combinazione virtuosa di cultura e turismo in una destinazione bellissima – spiega la scrittrice di Barcellona –. Ho visto i nomi dei vincitori dei due anni scorsi, Pamuk e Carrère, due tra i miei scrittori preferiti, e ho pensato “fantastico!”, mi piace che i turisti si immergano in questo ambiente fatto di cultura, che sa abbinare storia e tradizioni, con la letteratura che vive in un contesto bellissimo».

La malinconia per il lutto recente è stemperata dalla voglia di continuare a scrivere, con la rassicurazione che il personaggio di Petra ci sarà ancora per una volta, dopo il grande successo dell’ultimo libro “La donna che fugge” (ed. Sellerio). «Tutti mi chiedono di Paola Cortellesi e della Petra che ha portato in tv, posso dire che due settimane fa ho incontrato Paola a Barcellona per un festival cinematografico – racconta la Giménez-Bartlett –. Sono scesa dal paesino di montagna dove vivo per una première a Barcellona del suo primo film da regista, che so aver avuto grande successo, e ci siamo bevute insieme una “birretta”. Una donna simpatica e carina, ho visto il film al cinema con tanti italiani, ma c’erano gli spagnoli che impazzivano per lei, ero anche un po’ gelosa (sorride, ndr). Il film è bellissimo e mi ha confidato che questo mese inizierà a girare la terza stagione di “Petra”. Il mio editore mi ha chiesto di poter fare una foto con lei».

Sul mondo in subbuglio, con tante guerre che insanguinano il pianeta e un clima politico difficile, l’autrice spagnola parla quasi con disillusione, anche se la sua tempra da ribelle e combattente viene fuori. «L’influenza di un intellettuale al giorno d’oggi è piccolissima, la cultura non è importante come l’economia o i cambiamenti politici, ma posso sostenere che è sempre importante dire la verità, senza autocensura, provando a incidere e cambiare le cose». «Dopo la morte di mio marito l’estate scorsa ho cercato di immergermi sempre di più nelle mie abitudini, con gli amici, le passeggiate e tante piccole cose che hanno grande importanza – racconta la scrittrice spagnola –. Scrivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, come se fossi in ufficio, senza pause, poi stacco completamente e vivo la mia vita».

Un'autrice amatissima in patria, ma anche all’estero, con all’attivo riconoscimenti come il Premio Nadal nel 2011 e quello Planeta nel 2015, come gestisce il successo? «Ho sempre saputo come gestirlo, basta non credere nel successo, dopo due giorni la gente ti dimentica, scrivere è un modo di vivere e per me fa parte della mia quotidianità, mi piace avere i miei lettori, a cui raccontare storie». Infine, un inno alle scrittrici donne, capaci di ispirare la Giménez-Bartlett, a partire da Patricia Cornwell, che la influenzò all’inizio della sua carriera. «Iniziai che ero l’unica donna, per questo dicevano che ero la più brava – sorride la scrittrice – poi sono nate diverse gialliste. Posso dire che amo gli autori mediterranei, mentre non apprezzo il noir nordico, troppa violenza e sangue, il mio è un gioco più intellettuale, con un sottile velo di umorismo».
 

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