La Nuova Sardegna

buongusto
Speciale cooking show

Da “mammo” a star della cucina

di Serena Lullia
Daniele Cui chef di Selargius
Daniele Cui chef di Selargius

La vita di Daniele Cui dopo MasterChef

24 maggio 2024
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C’è qualcosa di magico nel modo in cui la vita può ribaltarsi da un giorno all’altro. Come un piatto rovesciato ad arte con un colpo di polso da uno chef esperto. È la storia di Daniele Cui, concorrente della sesta edizione di MasterChef Italia. Quando l’allora 37enne di Selargius entra nella cucina stellata della Tv, è un geometra senza lavoro da due anni e mezzo, si occupa della casa e dei due figli. Finita l’esperienza del talent la sua vita cambia. Fa esperienze in ristoranti con chef stellati, segue corsi di formazione, stage, e diventa super richiesto per cene e feste private. Adesso sta per coronare il suo sogno. «Indebitarmi per aprire un locale tutto mio», racconta con quella simpatia che lo ha contraddistinto anche a MasterChef. Si chiamerà CUIsine. «Qualcuno mi ha detto che è poco originale. Ma è un gioco di parole. Perché cucina in francese comincia proprio con Cui, le lettere del mio cognome». Ma CUIsine, che sta venendo su a Quartu Sant’Elena, in via Malta, in località Pitz’e serra, non sarà un ristorante. «Ma un locale polifunzionale, un contenitore di emozioni – spiega Daniele –. Dove poter fare quello che faccio oggi. Quindi cucina itinerante, ma anche corsi e laboratori per adulti, cene private, consulenze, videoricette, corsi per bambini anche intendendo la manipolazione degli ingredienti come una terapia. Avrà 12 coperti e il fulcro sarà l’isola della mia cucina». Idee chiare anche sul tipo di cucina che proporrà.

«Non posso dire di avere un piatto forte perché, per il modo in cui ho lavorato in questi anni, quindi cene o feste private, ho sempre cercato di dare voce al cliente – sottolinea –. Con il mio locale ovviamente qualcosa cambierà. Quindi scelta di prodotti stagionali, valorizzazione di una cucina circolare , prodotti del territorio, in particolare quelli caseari perché in Sardegna ne abbiamo di eccellenti. E ancora carne di maiale e prodotti ittici, freschi e a chilometro zero. Di sicuro non intendo fossilizzarmi. Perché ciò che piace oggi potrebbe non piacere domani. La mia sarà sempre una cucina in movimento».

Daniele ricorda MasterChef come «una esperienza bestiale che mi ha davvero cambiato la vita. Lì dentro ho vissuto davvero delle emozioni fortissime. Un po’ come quando hai il mal d’Africa. E ho stretto dei rapporti di amicizia che restano ancora oggi. Spesso sento alcuni dei concorrenti di allora. Se mi capita di essere in giro per la penisola per lavoro, li contatto per vederci. Perché una cosa è il contesto televisivo, in cui giustamente gareggi per te stesso, altro è ciò che è fuori dal programma in cui eravamo davvero tutti amici». Daniele non dimentica l’approccio un po’ tempestoso con Joe Bastianich, per nulla convinto che meritasse il posto in cucina, influenzato negativamente dal fatto che facesse il “mammo” e si occupasse della casa.

«A bocce ferme dico che mi feci scivolare addosso quei commenti poco carini perché ci trovavamo in quel contesto televisivo. Prima di giudicare una persona bisogna entrare nelle viscere del problema e cercare di capirne le ragioni. Dopo quell’esordio poco felice devo però dire che Bastianich è stato sempre molto corretto nei miei confronti». Dopo aver vissuto l MasterChef da protagonista, Daniele riserva alla trasmissione uno sguardo distaccato. «Non lo seguo direttamente, lo guarda la mia famiglia. Per osmosi so quello che succede».

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