Fantastic Negrito in concerto a Sassari: «Con la musica trasformo i miei dolori»
Il bluesman americano il 5 agosto è ospite del festival Abbabula: «È sempre bello venire a suonare in Italia»
La storia di vita di Fantastic Negrito si avvicina al mito. Un mito contemporaneo, che nasce brutto, sporco e cattivo e poi diventa favola. L’Italia ha iniziato da qualche anno a conoscere Xavier Amin Dphrepaulezz, il vero nome di Fantastic Negrito, chitarrista e cantautore americano che gira per il mondo con sottobraccio tre Grammy awards nella categoria blues. Martedì 5 agosto farà tappa in Sardegna, a Sassari, in occasione del festival Abbabula. E ad anticiparlo, salirà sul palco Francesco Piu, bluesman che da Osilo è nome di punta nel panorama europeo.
«Sembra strano da dire ma quando suono in Italia mi sento a mio agio, a casa – commenta Fantastic Negrito –. E mi sento molto apprezzato. Il pubblico qui è passionale, ai concerti trasmette tanta energia. Sono venuto per la prima volta nel 2016, aprivo un concerto di Chris Cornell a Milano e, davvero: non credevo a quello che sentivo».
Fantastic Negrito lo vedi e sembra un artista eccentrico, capigliatura e barba sono sempre imprevedibili, gli abiti di scena coloratissimi. Ma è soprattutto un artista profondo, un cantautore che nei suoi album sceglie sempre la strada del mettersi a nudo. L’ultimo è uscito a ottobre 2024 e si intitola “Son of a broken man”. Figlio di un uomo distrutto. Anche se ha rivelato che la prima ipotesi era “A man and his penis”, un uomo e il suo pene. Perché nelle 14 tracce racconta il rapporto, difficile, con un padre difficile. Ottavo di quindici figli, Fantastic Negrito ha vissuto già almeno un paio di vite prima di essere un bluesman di successo. Nasce nel Massachusetts, cresce in California, a Oakland, inizia a suonare da autodidatta affascinato dalla figura di Prince, pubblica i primi dischi proprio con il suo ex agente. Prima si chiama solo Xavier, poi usa altri pseudonimi. Nel 1999 è coinvolto in un incidente che lo lascia in coma per un mese. Lo prende come un segno del destino. Ritrova la musica, poi invece no, la lascia. Ma non per sempre, tutt’altro. Dieci anni fa torna come Fantastic Negrito, il suo blues che sa «di soul, jazz, rock», e i suoi testi sofferti che sanno di rinascita convincono pubblico e critica. Dal 2016 al 2021 ogni album che pubblica vince un Grammy.
«Sono fortunato ad aver trovato una mia via per esprimere tutto questo. Gli artisti diventano dei tramite di stati d’animo, del dolore, del dramma che viviamo tutti ». Lotte così personali che diventano universali: «Be’, se penso al mio ultimo album, penso che tutti nel mondo hanno o hanno avuto un padre e una storia legata a questa figura in un modo o nell’altro». Soffrire è un dramma utile, sostiene, «se riesci a prendere questa sofferenza e trasformarla. Che sia con le canzoni o con i film, abbiamo la potenza di trasformare qualcosa di brutto in qualcosa di molto bello. Io con la musica condivido i dolori della mia vita».
Penna importante, riflessioni profonde, Fantastic Negrito sul palco è scenico, i brani li interpreta con la voce – androgina, personalissima – e con il corpo. Alla domanda se ci sia un artista italiano con cui immagina una collaborazione potrebbe rispondere con una frase di circostanza e fare contenti tutti, invece anche lì precisa: «Non lo so, per far nascere una collaborazione ci dev’essere qualcosa di davvero profondo e potente».