Il ritorno delle piccole iene: gli Afterhours fanno ballare Cagliari
Il gruppo guidato da Manuel Agnelli nell’isola dopo 7 anni per il tour per il ventennale dello storico album
Le piccole iene sono tornate. E hanno morso forte. Dopo sette anni di assenza dalla Sardegna, gli Afterhours sono saliti ieri, venerdì primo agosto, sul palco dell’Arena in Fiera di Cagliari per una delle tappe del tour che celebra Ballate per piccole iene, l’album uscito vent’anni fa e diventato un punto di svolta nella carriera della band.
Per l’occasione, Manuel Agnelli ha voluto con sé la formazione originale del 2005: Andrea Viti al basso, Dario Ciffo a violino e chitarra, Giorgio Prette alla batteria. Una scelta che ha restituito al live la stessa tensione di allora. Il concerto, organizzato dalla cooperativa Vox Day, ha proposto in scaletta gran parte dei brani di quel disco insieme ad altri momenti chiave del repertorio. L’apertura è affidata a La sottile linea bianca, seguita da Ballata per la mia piccola iena ed È la fine la più importante. Agnelli non parla molto, ma ogni brano è un passaggio netto, un affondo preciso. Ci sono molti modi, con il suo incedere dolente, riporta al centro la cifra emotiva della band: cinici e nichilisti.
Il pubblico, accorso numeroso, risponde con partecipazione costante. L’atmosfera si accende su Dea, tratta da Hai paura del buio?. Sotto al palco si scatena il pogo. Corpi che si spingono, mani alzate, e la voce di Agnelli che attraversa il caos con controllo assoluto. È uno dei momenti più iconici della serata, un richiamo a quella stagione in cui il rock italiano si suonava come fosse una questione personale.
Tra i momenti più attesi arriva anche La canzone di Marinella, la cover di Fabrizio De André che la band ha inserito stabilmente in questo tour. L’arrangiamento è essenziale per dare spazio all’intensa interpretazione vocale di Agnelli, e l’Arena sembra quasi sospesa nel tempo. Strategie, Il sangue di Giuda, Padania, Male di miele scandiscono il resto del set, fino al finale affidato a due brani simbolo: Non è per sempre e Voglio una pelle splendida. Due pezzi distanti nel tempo ma uniti dalla stessa consapevolezza. Dopo due ore di concerto arriva il saluto di Manuel Agnelli e compagni. Nessuna concessione all’effetto nostalgia: gli Afterhours sono tornati.