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Amp Capo Carbonara, un’oasi di biodiversità estesa 14mila ettari

Amp Capo Carbonara, un’oasi di biodiversità estesa 14mila ettari

I delfini sono ospiti abituali, ma negli ultimi anni sono stati avvistati capidogli e balenottere comuni

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Il nome Capo Carbonara ha radici antiche e curiose: “Crabonaxa” era infatti il nome originario di Villasimius, legato alla produzione del carbone vegetale, attività che un tempo modellava la vita degli abitanti e il paesaggio circostante. Oggi quel nome sopravvive in una delle aree marine più protette e studiate del Mediterraneo (istituita nel 1998, vasta 14mila ettari), simbolo di come la bellezza selvaggia si possa coniugare con una profonda coscienza ecologica. L’Area marina protetta di Capo Carbonara abbraccia il mare da Cala Pisano fino a Punta Is Proceddus, racchiudendo tra le sue acque le isole di Serpentara e dei Cavoli, oltre a una miriade di scogli minori – dal Congresso ai Variglioni – e secche leggendarie come quelle di Berni, dei Dotti, di Mezzo e Santa Caterina. Un arcipelago sommerso e affiorante che, per la sua straordinaria ricchezza ecologica, è stato riconosciuto come Area specialmente protetta di importanza mediterranea per la Convenzione di Barcellona, ed è inserito nei Siti di interesse comunitario della rete Natura 2000. Non è un caso che il perimetro dell’Area coincida con le Zone di protezione speciale istituite dall’Unione Europea per tutelare gli uccelli marini e gli ecosistemi costieri. Il cuore di questo paradiso è un istmo naturale dominato dallo stagno di Notteri, un’oasi umida circondata da spiagge e cale tra le più varie e suggestive del Mediterraneo. Capo Carbonara è molto più di un paesaggio da cartolina: è un laboratorio vivente di equilibrio tra mare e terra. Le spiagge, con le loro sabbie chiare modellate dal vento e dalle onde, raccontano di processi millenari in cui la natura lavora instancabilmente per costruire e ricostruire. Le vaste praterie sommerse di posidonia oceanica non sono soltanto la culla della vita marina, ma veri e propri “ingegneri” dell’ecosistema: trattengono la sabbia, proteggono le coste dall’erosione e ossigenano le acque. E sotto la superficie, il mare si fa ancora più spettacolare. I fondali di Capo Carbonara sono un dedalo di rocce granitiche, pinnacoli sommersi, spaccature e caverne scolpite nei secoli dalla forza del mare. Qui, i colori delle margherite di mare e delle gorgonie creano un mosaico vibrante, animato da cernie di grandi dimensioni, dentici, orate e banchi di barracuda mediterranei. È un mondo dove l’equilibrio della catena alimentare si percepisce in ogni angolo, in ogni sguardo dei predatori che pattugliano silenziosi le praterie sottomarine. Gli incontri straordinari non finiscono qui: i tursiopi (ossia i meravigliosi delfini costieri) sono ospiti abituali, ma negli ultimi anni sono stati documentati anche avvistamenti di balenottere comuni, capodogli e branchi di stenelle nelle acque più profonde dell’Area marina protetta. Un segnale prezioso che racconta di un ecosistema in grande salute, capace di attrarre e ospitare anche i giganti del mare. (andrea massidda)

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