“Miniere di paesaggio, memoria e comunità”: in scena all’Argentiera “Il primo deserto” di Sergio Scavio
Il 4 e il 5 ottobre al Pozzo Podestà il progetto dell’Accademia Sironi coordinato da Giuseppina Manca di Mores
Sassari Il 4 e il 5 ottobre al Pozzo Podestà il progetto dell’Accademia Sironi “Miniere di paesaggio, memoria e comunità”, coordinato da Giuseppina Manca di Mores, con un racconto teatrale di Sergio Scavio.
Nella straordinaria scenografia del Pozzo Podestà, a partire per entrambi i giorni dalle ore 20, il progetto "Miniere di paesaggio, memoria e comunità” inaugura, con “Il primo deserto”, scritto e diretto da Sergio Scavio, la rassegna di eventi “Il futuro è qui. Percorsi di innovazione e sostenibilità per aziende e comunità del domani” promossa dall’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari nell’ambito del Progetto PNRR e.INS (Ecosystem Of Innovation For Next Generation Sardinia-Spoke 2), diretto dall’Università degli Studi di Sassari.
«L’obiettivo - dice Giuseppina Manca di Mores - è quello di promuovere progetti innovativi nelle filiere del turismo e dei beni culturali per la valorizzazione sostenibile dei territori».
Hanno lavorato al progetto i docenti dell’Accademia Giuseppina Manca di Mores, Davide Bini, Milco Carboni, Daniele Dore, Dario Gessati, Pier Paolo Luvoni, Antonio Salamone, Roberto Satta e Sergio Scavio, con l’apporto di Landworks, promotore e curatore del progetto MAR-Miniera Argentiera per la rigenerazione dell’ex borgo minerario.
L’atto unico di Sergio Scavio, ispirandosi alle storie del luogo raccolte anche durante una Summer School svoltasi nell’agosto 2024 con docenti e studenti dell’Accademia Sironi nei locali dell’antica laveria, è ambientato in un villaggio minerario spopolato dopo la chiusura della miniera.
In scena le vite di un giovane prete malato, della sua perpetua, di un vecchio scrittore e di un ex minatore, si intrecciano in un dialogo intenso sulla fede, la memoria e la fine di un’epoca. Attraverso confessioni, ricordi e smarrimenti, si delinea il vuoto lasciato dalla fine del lavoro minerario e dalle perdite personali, trasformando il paesaggio dell’Argentiera in uno spazio simbolico dove si confrontano speranza, disperazione e desiderio.
E il paesaggio dell’Argentiera, con le sue rovine, le sue assenze, la sua luce minerale, è coprotagonista della narrazione dentro un’esperienza immersiva e coinvolgente. Sul palco gli attori Fausto Siddi, Simone Azzu, Francesca Ventriglia, Gian Giorgio Cadoni e Claudio Demontis; al pianoforte Claudio Sanna. Elementi di scena: Dario Gessati, Pier Paolo Luvoni, Landworks.
Lo spettacolo sarà presentato anche in una versione filmica, come narrazione corale della comunità e della sua storia, per ampliare la possibilità di fruizione della stratificazione visiva e simbolica di luoghi legati al paesaggio minerario sardo.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite modulo online (https://forms.gle/ZRKL8SdnQC2CssZy7) o via email segreteria.eventi.eins@accademiasironi.it.
Il 21 ottobre si proseguirà su queste tematiche, sviluppate nei rapporti fra luoghi, musei e valorizzazione sostenibile con l’evento pubblico “Miniere di paesaggio, memoria e comunità: l'Argentiera. Un caso studio per la valorizzazione dei borghi minerari” (Auditorium Ex-Ma.Ter, Via Zanfarino 62, alle ore 10.00), promuovendo la diffusione dell’evento e del modello costruito negli altri numerosi e importanti siti minerari della Sardegna. Nell’occasione verranno presentati i risultati del lavoro svolto con elaborazioni filmiche, digitali e di rete.
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