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Buon Gusto – Speciale Caffè

I drink di Francesco Masala, dai coffee tonic al sardish con il mirto

di Caterina Cossu
I drink di Francesco Masala, dai coffee tonic al sardish con il mirto

Per la colazione e il brunch, il caffè può essere frullato o miscelato con puree e succhi di frutta. All’aperitivo invece può incontrare lo spumante brut o le bevande gasate. Più classico e conosciuto il connubio con i distillati e con i liquori

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Non solo espresso, non solo colazione. Il caffè può cambiare forma, temperatura e momento di consumo. A dimostrarlo è Francesco Masala, coffee trainer italiano, barista originario di Bosa e tra i principali divulgatori della cultura del caffè in Italia. Venti anni dietro il banco, una formazione iniziata nel 2012 tra Accademia Italiana Maestri e Sommelier del Caffè, Istituto Espresso Italiano e Specialty Coffee Association, e una lunga serie di riconoscimenti nazionali e internazionali: Masala oggi lavora come formatore e consulente specializzato, è giudice in competizioni di settore e collabora anche con Confcommercio e con scuole alberghiere.

«La mia professione è una ricerca continua di innovazione – spiega – . Io mi occupo principalmente di caffetteria ma questo mi ha permesso di portarlo fuori dalla tazzina e immaginare proposte particolari». Il punto di contatto, sempre più attuale, è la connessione tra caffetteria e miscelazione, una tendenza internazionale nata sull’asse anglo-americano e oggi diffusa ovunque, che punta su drink freddi, bevande vegetali e proposte adatte a ogni momento della giornata: dalla colazione al brunch, fino all’aperitivo o al dopo cena. Il filo conduttore resta uno solo: partire da un caffè complesso e profumato: «È la qualità che ti permette di creare bevande davvero particolari».

Largo quindi ai coffee tonic, bevande fresche e leggere che uniscono il caffè e le bollicine, e strizzano anche l’occhio alla famosa versione con il gin. La ricetta base prevede l’utilizzo di espresso o filtro raffreddato, acqua tonica ben fredda e ghiaccio. Ci sono poi le varianti aromatiche con guarnizione al rosmarino, scorza o succo di pompelmo rosa, oppure che utilizzano le toniche impreziosite da gusti decisi come lo zenzero.

«Per chi lo desidera – precisa Masala – è possibile aggiungere una componente alcolica, ma resta una scelta opzionale». Per la colazione e il brunch, spazio invece a caffè frullati o miscelati con puree e succhi di frutta, ideali e particolarmente apprezzati anche nella versione vegan grazie all’uso di bevande vegetali come soia, avena o mandorla. «Si tratta in questo caso di preparazioni morbide, aromatiche, pensate per un consumo quotidiano, ma non banale» va avanti Francesco Masala. All’aperitivo, il caffè può incontrare lo spumante brut o le bevande gassate, dando vita a proposte alternative su grandi classici come il Negroni, l’Americano o l’Old Fashion. Più classico e conosciuto è, infine, il dialogo tra il caffè con i distillati e con i liquori, che negli ultimi anni si è rafforzato e il cui capostipite è l’Irish coffee.

«La sua versione chiamata Sardish è ottima, grazie all’abbinamento con il mirto sia in ricetta sia come guarnizione – afferma Masala – . Sono proposte che iniziano a trovare riscontro positivo anche sul pubblico sardo, ma che i turisti da ormai diverso tempo apprezzano nei locali dell’isola, e non solo quelli che vengono dall’estero».

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