Un ritratto di Luigi Canepa: l’omaggio dell’Accademia Sironi al Conservatorio di Sassari
L’opera nasce da un’iniziativa del presidente Giorgio Auneddu Mossa e rafforza il legame tra le due istituzioni sarde dell’Alta Formazione artistica e musicale
Sassari Un gesto simbolico, ma anche un segno concreto di collaborazione tra istituzioni culturali. Il nuovo ritratto di Luigi Canepa nasce da un’iniziativa di Giorgio Auneddu Mossa, presidente dell’Accademia di Belle Arti “Sironi”, che ha scelto di concludere il proprio mandato con un omaggio al Conservatorio Luigi Canepa di Sassari. Il dono intende testimoniare e rafforzare la sinergia tra le due principali istituzioni sarde dell’Alta Formazione artistica e musicale.
La realizzazione dell’opera è stata affidata a Giovanni Sanna, docente di Pittura presso la stessa Accademia. L’artista ha preso le mosse da uno scatto d’archivio d’epoca, una fonte digitale caratterizzata da un marcato chiaroscuro, trasformandola attraverso una tecnica mista su base acrilica. Il risultato è una reinterpretazione pittorica che supera la rigidità dell’immagine di partenza, introducendo una vibrazione cromatica nuova e consapevole.
Nel dipinto emergono riferimenti alla grande tradizione del ritratto. L’eleganza dell’abito richiama suggestioni riconducibili a Giovanni Boldini, mentre il legame più profondo si rintraccia nella lezione di Cesare Tallone. Come nell’insegnamento del maestro di Brera, l’opera di Sanna mira a restituire la verità psicologica del soggetto, valorizzandone i tratti senza ricorrere a soluzioni retoriche, in una costante ricerca del “vero”.
Il volto di Luigi Canepa emerge progressivamente dall’oscurità grazie a una gestione dinamica del segno. L’attenzione si concentra sulla luminosità dei baffi, costruiti con una materia pittorica densa, e soprattutto sugli occhi, resi vivi da accurati interventi di luce. In questo modo il compositore sembra affrancarsi dalla fissità del tempo, restituendo allo spettatore uno sguardo intenso e partecipe.
Anche le dimensioni della tela, 80x60 centimetri, contribuiscono alla forza narrativa dell’opera. La figura occupa lo spazio con autorevolezza, mentre il cappotto e la bombetta si dissolvono gradualmente nello sfondo, isolando il pensiero e la dimensione intellettuale del soggetto. Nel complesso, il ritratto firmato da Giovanni Sanna restituisce a Luigi Canepa un’immagine di forte impatto espressivo, capace di dialogare con il magistero del passato e di proiettarsi verso il futuro della cultura sarda.
