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La polemica

Sanremo 2026, Pucci travolto dagli insulti rinuncia: «Il termine fascista non dovrebbe più sentirsi»

Sanremo 2026, Pucci travolto dagli insulti rinuncia: «Il termine fascista non dovrebbe più sentirsi»

Il comico non condurrà la terza serata del Festival accanto a Carlo Conti: «Non sono omofobo, non odio nessuno»

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Milano Andrea Pucci rinuncia al Festival di Sanremo 2026. Il comico ha annunciato la scelta di fare un passo indietro dopo le polemiche legate alla sua presenza come co-conduttore della terza serata accanto a Carlo Conti. «Gli insulti e le minacce ricevuti da me e dalla mia famiglia sono incomprensibili ed inaccettabili – ha spiegato il comico- nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno». Dunque la rinuncia, per via di un’onda mediatica negativa che l’ha travolto lasciandolo esterrefatto e amareggiato. 

Era stato Carlo Conti, nella mattinata del 6 febbraio, ad annunciare il nome di Andrea Pucci come co-conduttore della terza serata del Festival di Sanremo 2026, in programma mercoledì 25 febbraio. Quasi immediata la polemica, sui social e in politica: il Pd era intervenuto chiedendo spiegazioni ai vertici Rai per la scelta di un co-conduttore "omofobo e razzista", sui vari social commenti di disapprovazione si erano moltiplicati.

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