Cristiano De Andrè a Domenica In con la figlia Alice: «Vivo in Sardegna perché qui sento mio padre più vicino»
Il cantante ed erede del grande Faber ha raccontato il primo sbarco in traghetto, il profumo del mirto e delle ginestre
Sassari Non un semplice omaggio familiare, ma il confronto tra due percorsi opposti nati dallo stesso cognome: a Domenica In sono arrivati Cristiano e Alice De André, uniti dalle radici e divisi dalla scelta artistica.
Cristiano, unico tra i figli di Fabrizio ad aver intrapreso con continuità la carriera musicale, ha costruito negli anni una propria solidità. Nato a Genova nel 1962, formato al Conservatorio Paganini, ha trasformato il repertorio paterno in un progetto personale, portandolo in tour con nuove riletture dal vivo. In trasmissione ha annunciato il “De André canta De André – Best Of Tour 2026”, confermando una linea ormai consolidata: non nostalgia, ma lavoro quotidiano su un’eredità impegnativa.
Nel racconto televisivo è emerso anche il lato più intimo. Il rapporto con Fabrizio è stato più volte descritto come complesso, segnato da distanze emotive, e proprio la musica è diventata nel tempo uno strumento di rilettura e avvicinamento. Oggi Cristiano è padre di quattro figli, tra cui Alice, e si definisce custode attivo di una memoria che continua a vivere sul palco.
Significativo il passaggio dedicato alla Sardegna. Cristiano ha spiegato di essere tornato a vivere sull’isola, ricordando il primo arrivo da bambino: l’uscita dal traghetto, il profumo di mirto e ginestre, la scelta di non andarsene più. «Vivere in mezzo alla natura ti fa stare più tranquillo, ti fa rallentare rispetto alla frenesia della città», ha raccontato, sottolineando il legame profondo con la terra sarda.
Diversa la traiettoria di Alice De André, nata nel 1999. Cresciuta con un cognome che richiama immediatamente la musica, ha scelto di non identificarsi nel canto. Il suo spettacolo “Alice non canta De André” è già una dichiarazione programmatica. Attraverso teatro e scrittura, affronta aspettative e stereotipi legati alla “tradizione di famiglia”, trasformandoli in materia narrativa. Non un rifiuto delle origini, ma una ridefinizione.
A Domenica In ha raccontato anche l’episodio che fece intuire ai genitori la sua inclinazione teatrale: durante un saggio di danza, abbandonò la coreografia per rivolgersi direttamente al pubblico con un saluto improvvisato. Da lì la decisione di iscriverla a teatro. Vive tra Milano e la Sardegna e ha scelto di portare il proprio cognome senza pseudonimi, affrontandone il peso con ironia e consapevolezza.
Nel dialogo in studio è affiorata anche l’emozione per un legame mai vissuto direttamente: Fabrizio non conobbe la nipote, se non con una carezza sulla pancia della madre quando era incinta. «Quando parla di mio padre che non ha conosciuto, mi emoziona», ha detto Cristiano, riferendosi allo spettacolo della figlia, in cui risata ed emozione si alternano. Alice, dal canto suo, ha parlato di una complicità profonda con il padre, definendosi gelosa e protettiva nei suoi confronti.
Due percorsi, dunque, che partono dallo stesso nome ma scelgono strade diverse: una nella musica, l’altra nel teatro. Con un punto fermo comune, oggi più che mai, che guarda alla Sardegna come luogo di equilibrio e identità.
