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BuonGusto – Speciale Sanremo

Sardenaria, brandacujun e baci: viaggio nella gastronomia sanremese

di Carolina Bastiani

	Foto di Harper's Bazaar
Foto di Harper's Bazaar

Un menù sulle note della tradizione

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Il binomio Saremo-musica è ormai indissolubile, così come quello che la unisce ai fiori. Ma la città della Riviera di Ponente è strettamente legata anche alla gastronomia tradizionale ligure e offre la possibilità di fare un viaggio unico e autentico al suo interno. Il pesce è il protagonista indiscusso della tavola e tra acciughe, orate e spigole troneggia il gambero rosso. Accanto ai piatti di mare, però, ci sono anche quelli preparati con verdure di stagione e carne, direttamente dalla tradizione contadina. Immancabili poi le quasi onnipresenti olive taggiasche. E a completare il pasto c’è pure un tocco dolce. Anzi, due. Ecco il menù sulle note della tradizione.

Si apre con lievitati e sfoglie. La prima è la regina dello street food, è considerata la risposta sanremese alla focaccia di Recco ed affonda le radici nel Rinascimento: la Sardenaira è il comfort food della Rivera di Ponente. Si tratta di una focaccia condita con pomodoro, acciughe e olive taggiasche. Ma non mancano nemmeno capperi, aglio e un giro di olio extravergine d’oliva. La sua storia è iniziata nel XVI secolo, quando si chiamava “pizza all’Andrea” per omaggiare Andrea Doria, ammiraglio genovese. Altro piatto forte della cucina della Città dei fiori è la torta di riso alla sanremese. Preparata con una sfoglia sottile, fa parte della tradizione contadina ed è ideale per un pasto completo veloce o per un aperitivo rustico. Al suo interno, c’è una farcitura a base verdure di stagione – spesso zucchine – riso, uova e formaggio grattugiato.

Si prosegue poi con i piatti legati al mare: è il turno delle tradizionalissime acciughe alla sanremasca, molto apprezzate dai marinai. Delle acciughe freschissime vengono pulite, aperte e marinate con un’emulsione di succo di limone, olio extravergine d’oliva, aglio tritato, prezzemolo e vino bianco secco. Si lascia riposare tutto per qualche ora e il risultato sarà un pesce tenero e gustoso. Come primo piatto, è da provare la buridda, una zuppa di pesce molto saporita. Si può trovare fatta con il palombo e il cefalo, ma c’è anche una versione preparata con le seppie.

Un gioiello del pescato locale, poi, è il gambero rosso. Questo crostaceo è noto per il suo gusto ricco, ma anche per la sua delicatezza. Si mangia crudo o cucinato al sale oppure poco poco scottato. E se si passa da queste parti, non si può non assaggiare il brandacujun. Si tratta di una crema spalmabile da mangiare sul pane, dove lo stoccafisso viene mantecato e accompagnato da patate, olive taggiasche e olio extra vergine di oliva. Viene proposto come antipasto soprattutto nelle trattorie.

Tornando sulla terra ferma, e in particolare nelle campagne dell’entroterra, l’appuntamento è con una ricetta a base di carne. Il coniglio alla sanremese è un grande classico. Si prepara con le olive taggiasche insieme alle noci e viene insaporito con timo, alloro, rosmarino. Si cuoce lentamente nel vino bianco.

C’è ancora posto per il dolce? Perché il menù prevede i baci di Sanremo, due biscotti fatti con nocciole, miele e cacao, tenuti insieme da una mousse al cioccolato. Per i più golosi c’è anche la torta de ciavai, “di Chiavari”, un dolce a base di zabaione e panna montata, dove convivono anche alcolici come curaçao, marsala e rhum.

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