La Nuova Sardegna

L'intervista

Bianca Atzei: «Morandi e Kekko: gli incontri della vita. Amo Milano, ma mi sento sardissima»

di Alessandro Pirina
Bianca Atzei: «Morandi e Kekko: gli incontri della vita. Amo Milano, ma mi sento sardissima»

La cantautrice si racconta: «Sono cresciuta nei paesi dei miei nonni. I miei luoghi del cuore Is Arutas e Dorgali»

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È nata a Milano da genitori sardi, ma lei non si sente sarda d’origine, bensì sarda a tutti gli effetti. I nonni, le vacanze, il mare, anche la musica: la vita di Bianca Atzei è da sempre all’insegna dell’isola. E così sarà anche questa estate. La cantautrice, infatti, è attesa da una serie di concerti da nord a sud. Il primo domani sera a Uri, poi il 14 giugno a Badesi e l’indomani a Macomer, il 28 a Nule, il 15 luglio a Cargeghe, il 17 settembre a Olbia e il 26 a Sant’Antonio di Gallura. E l’elenco è destinato ad allungarsi.

Bianca, cosa rappresenta per lei la Sardegna?
«Amo Milano, dove sono nata, ma io mi sento completamente sarda. Ho sangue sardo, genitori sardi, ho vissuto tanto in Sardegna. Fino ai 15 anni da giugno a settembre stavo nell’isola, e lo stesso vale per Natale, Capodanno, Pasqua e tutte le feste».

Sempre a casa dei nonni.
«Principalmente dai nonni materni a Siamanna, ma ogni tanto andavamo anche a Siris, da quelli paterni».

Cosa voleva fare da grande?
«La cantante. Il mio cartone animato preferito era Jem e le Holograms. Da quando avevo 3 anni il mio obiettivo era quello e a quello mi sono sempre dedicata».

I suoi idoli da ragazzina?
«Ho cambiato diversi generi. Ho amato Tina Turner, Patty Pravo, ho divorato gli album di Whitney Houston e Mariah Carey. Per un po’ mi sono immessa anche nel jazz. E poi c’era mia mamma che mi ha sempre fatto ascoltare Elvis, Vasco, Renato Zero...».

Il primo palcoscenico?
«Da piccola un saggio al Cà Bianca, un locale sui Navigli. Lo ricordo come un evento super emozionante, bellissimo. Ma il mio primo palco con il mio nome è stato l’Arena di Verona con Gianni Morandi in prima serata su Canale 5. Non avevo mai fatto una apparizione, la mia canzone era uscita in radio e Gianni mi invitò dal nulla».

Com’è Morandi?
«Meraviglioso. Da lui impari tantissimo, è super costruttivo stare con lui, ti appaga. E anche dal punto di vista umano è fantastico. Sa tutto, è bello ascoltarlo. Ed è un galantuomo d’altri tempi: trovarne come lui oggi è davvero difficile».

Poi è arrivato Kekko Silvestre, un incontro fondamentale per lei...
«Mi vide ai provini di Sanremo Giovani in streaming. Da lì è nato tutto. Tutte le cose più importanti le ho fatte con lui e grazie a lui. Le canzoni, i festival di Sanremo. È un’amicizia consolidata nel tempo che ci ha portati a fare insieme anche l’ultimo singolo, “Ti amo ma non posso dirlo”. E questa estate aprirò i concerti dei Modà».

Altra collaborazione importante: Loredana Bertè.
«Loredana è di pancia, di stomaco, sanguigna. Cantare con lei è stato bellissimo. Io ero più piccolina, lei mi ha stretta forte. Loredana è viva. E poi quando due voci rauche si mescolano viene fuori davvero un bel momento».

Con Alex Britti tentò senza successo la carta Sanremo.
«Quando non ci presero ci rimasi malissimo, ma alla fine è andata benissimo lo stesso. Il brano è uscito ed è stato un bel successo. Questa cosa mi ha motivata molto. Non devi fare per forza per Sanremo per fare uscire una canzone. E poi anche l’incontro con Alex è stato molto importante per la mia vita. Umanamente è stato molto speciale».

Il festival poi è arrivato nel 2015 e ha fatto il bis nel 2017: cosa è per lei Sanremo?
«Ho vissuto due Sanremo molto diversi. Il primo è stato una sorpresa in tutto, non avevo idea di cosa mi potesse accadere. Il secondo l’ho vissuto in un modo più consapevole, era un momento felicissimo della mia carriera, della mia vita anche dal punto di vista sentimentale. Diciamo che me lo sono goduto di più. Anche se quel palco, a tutte le età, resta sempre difficile: hai tutti gli occhi puntati addosso e un’ansia che non ti fa mai andare al cento per cento. E poi Sanremo è una grande vetrina, un luogo che ti può dare grandi soddisfazioni».

In questi anni ha più provato a partecipare al festival?
«Certo, ci ho provato...».

Anche a Sanremo il suo look è sempre stato griffato Marras. Una scelta identitaria?
«Antonio è sempre stato presente, fin dall’inizio. E questo fatto mi è piaciuto. Per questo ho voluto continuare su questo filone. Per me l’arte è molto importante e per me lui non è uno stilista normale, ma è arte. È viscerale, passionale, ha qualcosa di unico. È diverso da tutti gli altri».

E il suo legame con la musica sarda? Anni fa ad Alghero al matrimonio di Elisabetta Canalis cantò l’Ave Maria...
«Mi piace tanto cantare in sardo, soprattutto quando sono in Sardegna. Mi viene proprio voglia, perché mi sembra di diventare un tutt’uno con il pubblico. Come fossimo coesi. Che sia l’Ave Maria o No potho reposare o altro. C’è questa fratellanza tra musica e lingua che sento solo in questa terra».

Quali sono i suoi luoghi del cuore in Sardegna?
«Is Arutas, la spiaggia che ho frequentato fin da quando ero piccolina. Dorgali, dove ho casa, e poi i paesi dei miei nonni: a Siamanna e Siris ci sono cresciuta».

Questa estate nel suo tour c’è tanta Sardegna.
«Tantissima, e ne sono felice. Magari riesco a portare anche mio figlio».

Ma c’è un rimpianto nella sua carriera?
«Sinceramente? Non saprei».

Tale e quale e l’Isola dei famosi: cosa rifarebbe?
«Tutti e due. A Tale e quale mi sono divertita tanto, è stata una esperienza difficile ma divertente. L’Isola è stata speciale, la rifarei ma in maniera diversa. Mi sono ritrovata catapultata in tv, ma per me non lo era. Io pensavo solo a risanare la mia mente».

Nel suo cassetto dei desideri cosa c’è?
«Oggi sono cambiati i tempi, sono cresciuta, sono mamma. Ho fatto tante cose belle e ne sono felice. Mi auguro di continuare così: fare concerti, scrivere canzoni, ma anche dedicarmi alla mia vita personale, perché mi basta quello che faccio».

Il duetto dei sogni?
«Se proprio devo sognare dico Beyoncè».

Manderà una canzone a De Martino per Sanremo?
«Io scrivo, se dovesse arrivare la canzone ci proverei. Ma deve esserci la canzone, altrimenti presentarsi a Sanremo tanto per presentarsi non ha senso».
 

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