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Buon Gusto – Speciale Vendemmia

Cantina Argiolas: «Questo sarà l’anno del Vermentino»

di Enrico Gaviano
Cantina Argiolas: «Questo sarà l’anno del Vermentino»

Valentina Argiolas: «La produzione va verso vini bianchi e più leggeri, compresi i rosé, che stanno conoscendo una stagione di grande popolarità, come gli spumanti»

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«Attraverso il vino raccontiamo l’unicità del territorio». Cantina Argiolas è un marchio conosciuto in tutto il mondo e nella presentazione sui social della sua attività non scorda le sue radici. La Sardegna. Che come tutte le regioni del Mediterraneo incontra sempre più difficoltà nella coltivazione della vite a causa dei cambiamenti climatici. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Lo sottolinea Mariano Murru, enologo dell’azienda di Serdiana e presidente di Assoenologi Sardegna.

«Le piante vanno certamente in sofferenza e gioca un ruolo importante l’irrigazione dei vigneti. Ma in contemporanea abbiamo delle piante più sane. In generale meno raccolto ma migliore qualità». In questo momento insomma i produttori possono trovare delle soluzioni per rispondere alle esigenze del mercato. «In effetti – dice Valentina Argiolas, nipote del fondatore e parte integrante del management aziendale –, c’è una crisi nel settore. Meno vendite, sopratutto per i vini rossi. La gente richiede più i vini bianchi e prodotti con una minore gradazione».

Da qui lo spunto per il lavoro da effettuare prima in vigna e poi in cantina. «Dobbiamo essere ottimisti perché la situazione fa da stimolo – sottolinea Murru –. Bisogna reinterpretare i vitigni tradizionali, renderli più moderni e utilizzare sempre più anche i vitigni minori». Dalla vendemmia 2026 dunque uve di alta qualità. «Intanto il Vermentino – ricorda Murru –, che è stato capace di resistere sia alle gelate che al gran caldo. Avremo un’ottima produzione in tutta l’isola e non solo da noi ad Argiolas. Posso dire che sarà davvero l’anno del vermentino».

Un dato confortante perché c’è sempre maggior richiesta di vini bianchi. Da Argiolas si sta raccogliendo anche Nasco, Nuragus, Malvasia e Moscato. Il Vermentino in ogni caso è prodotto di punta anche nel cuore del Campidano. «Le nostre etichette più diffuse – dice Valentina Argiolas – sono proprio di questa varietà: Is Argiolas, Costa Molino, Merì. Ma come detto la produzione va verso vini bianchi e più leggeri compresi i rosé che stanno conoscendo una stagione di grande popolarita, come gli spumanti. I rossi come detto sono in sofferenza – aggiunge – sia economica perché se ne vendono di meno, sia nel gusto perché questo è il momento dei bianchi».

Di sicuro, però, anche sul fronte dei rossi, la qualità sarà alta. «Stiamo iniziando con la raccolta del Cannonau mentre eravamo già partiti con il Carignano – riassume Murru –. Procediamo spediti poi con Bovale e Monica. C’è, a causa del caldo, una maggiore disidratazione delle uve. Ma ripeto, il risultato è che abbiamo grappoli più sani, acini con una maggiore concentrazione e un giusto equilibrio tra zuccheri d acidità». Argiolas è anzitutto una storia di famiglia. Nata quasi 90 anni fa da Antonio Argiolas, la Cantina di Serdiana è cresciuta sino a diventare una delle realtà più importante del panorama vitivinicolo nazionale. Ora al vertice ci sono i due figli del fondatore, Franco e Giuseppe. E nel management vi sono anche gli esponenti della terza generazione: Valentina, Francesca e Antonio. L’azienda produce 2 milioni e mezzo di bottiglie all’anno ed è nella top ten italiana sotto il profilo della redditività. «Siamo in oltre 50 paesi a livello internazionale – fa sapere Valentina Argiolas –. Tengono bene anche i prodotti storici a cominciare dal Turriga. Noi abbiamo diversificato anche con l’accoglienza. Aprendo Casa di nonno per la ricettività, e il ristorante Domu». Una via di sviluppo del fatturato e del turismo che finalmente in Sardegna diverse cantine hanno deciso di seguire.

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