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Buon Gusto – Speciale Vendemmia

Cantina del Rimedio, vernaccia e tradizione ma spiccano le bollicine

di Paolo Camedda
Cantina del Rimedio, vernaccia e tradizione ma spiccano le bollicine

A cambiare i tempi della raccolta sono, assieme al cambiamento climatico, le richieste di un mercato in continua evoluzione

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Qualità e tradizione, ma con un occhio sempre attento all'innovazione e alle tendenze del mercato. È la filosofia della Cantina del Rimedio, fondata nel 1953 come Cantina sociale della Vernaccia. Oggi la vendemmia comincia prima di Ferragosto, il mercato chiede vini più freschi e leggeri e la Vernaccia, monumento della tradizione oristanese, impara un linguaggio nuovo. «Bisogna leggere bene tra le righe e interpretare l'annata: è anche la parte più bella del nostro lavoro», racconta l'enologo Roberto Puggioni, classe 1987, originario di Ollastra, mentre la raccolta 2026 volge al termine. Quest'anno le forbici hanno cominciato a lavorare il 12 agosto. «Ferragosto ormai è una festività che non dobbiamo più considerare», scherza Puggioni. A cambiare i tempi della vendemmia sono, assieme all'imprevedibilità legata al cambiamento climatico, le richieste di un mercato in continua evoluzione.

«Si cerca una gradazione alcolica più contenuta, una maggiore freschezza e profumi sempre più freschi e floreali che vanno incontro al palato moderno del consumatore», spiega Puggioni, laureatosi a Oristano in Viticoltura ed Enologia e alla Cantina del Rimedio dalla vendemmia 2017. Ma come è andata questa vendemmia? «Possiamo confermare più o meno gli stessi numeri dell'anno scorso – spiega Puggioni –, con una piccola percentuale di crescita. È una produzione giusta per noi, che ci consente di fare le bottiglie che il mercato riesce ad assorbire».

Sulla qualità: «È presto, ma i presupposti sono buoni». La difficoltà maggiore è stata il caldo. «Le uve non hanno accumulato tanto zucchero come ci si poteva aspettare. Avremmo potuto inciampare aspettando una maturazione che probabilmente non sarebbe mai arrivata». Da cui la necessità di valutare parametri come acidità e Ph. «Aver individuato il momento giusto in un'annata così difficile e imprevedibile è stata la carta vincente». Vendemmia e mercato così si incontrano. «Oggi si cercano maggiormente freschezza, facilità di beva e leggerezza». Cambiano anche i consumi: «Il vino si sposta verso l'aperitivo. Il Cannonau arriva a 13 gradi e può essere bevuto fresco quasi come un bianco».

Crescono soprattutto le bollicine. «Gli spumanti costituiscono una percentuale importante della nostra produzione». La cantina propone i Charmat Seu Brut e Is Arutas Brut e il metodo classico Aristanis, da Vernaccia. «Le nostre bollicine stanno crescendo bene e il consumatore le apprezza». Ma la Vernaccia rimane «il cavallo di battaglia, il nostro pilastro». Nel 2025 al Vinitaly di Verona la Cantina del Rimedio è stata proclamata Cantina dell'anno, e l'Aristanis Brut Metodo Classico, con 95 punti, Miglior Spumante d'Italia. Tre anni prima il Judikes 2008, Vernaccia Doc Riserva, era stato eletto Miglior Vino d'Italia. «Non ci aspettavamo che la Vernaccia più innovativa arrivasse così in alto, è stata la chiave che ci ha spinto a continuare a lavorare in quella direzione». Tra i vini di punta anche il Terresinis, «uno dei bianchi più importanti».

La Vernaccia classica resta una nicchia. «Piace molto ai sardi, agli italiani e agli importatori, quando la bevono rimangono a bocca aperta. Però ha un profilo importante e i consumi sono limitati». I prodotti più giovani «dal punto di vista economico aiutano le aziende a stare in piedi». Dietro ogni bottiglia c'è il lavoro di una cooperativa. «Si parte dai nostri soci, dagli amministratori, da chi ogni giorno si alza per coltivare la vigna e porta in cantina le uve che noi poi trasformiamo. Ogni risultato va condiviso con loro». Una «grande famiglia» che guarda avanti: «Nel 2027 tireremo fuori una piccola novità, un vino che racchiuderà la nostra filosofia». Di più Puggioni non svela. Quanto basta per lasciare un calice di curiosità.

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