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Sella & Mosca, vino e turismo nelle tenute di Alghero

di Nicola Nieddu
Sella & Mosca, vino e turismo nelle tenute di Alghero

Giovanni Pinna direttore generale: «Le temperature elevate e le maturazioni differenziate hanno richiesto controllo e una gestione attenta dei tempi»

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È iniziata a fine luglio la vendemmia 2026 di Sella & Mosca, con un largo anticipo dovuto alle temperature elevate. Nei 520 ettari vitati della tenuta di Alghero si è vissuta un'annata complessa, ma senza emergenze, anche grazie alla disponibilità idrica garantita dal Consorzio di Bonifica della Nurra.

«Non è stata una vendemmia semplice – spiega Giovanni Pinna, direttore generale di Sella&Mosca –. Le temperature elevate, l'ampiezza delle vigne e le maturazioni differenziate per varietà, vigneto e destinazione enologica hanno richiesto controllo e una gestione attenta dei tempi». La raccolta si è sviluppata seguendo la diversa maturazione delle uve. Dopo le varietà più precoci sono arrivati il Torbato destinato alle basi spumante e il Cannonau per i rosati, quindi il Vermentino e le uve rosse di Cannonau destinate a Medeus e Dimonios. Le ultime operazioni interessano le varietà più tardive, tra cui il Cabernet Sauvignon utilizzato per Tanca Farrà e Marchese di Villamarina. Solo al termine della vendemmia sarà possibile tracciare un bilancio quantitativo dell'annata.

«Occorre seguire vigneti e varietà che si trovano in fasi diverse – osserva Pinna – individuare il momento corretto per ogni intervento e coordinare campagna e cantina affinché ciascuna uva venga raccolta nel momento più adatto». Il fattore umano resta quindi centrale. «La capacità di affrontare un'annata complessa dipende in larga parte dalla professionalità delle persone», sottolinea il direttore generale. Sella&Mosca può contare su collaboratori con una lunga esperienza in azienda e una conoscenza approfondita dei vigneti, un patrimonio di competenze particolarmente importante in stagioni nelle quali il clima impone decisioni rapide. La gestione della campagna si basa inoltre sul monitoraggio e sulla programmazione, secondo i criteri della difesa integrata volontaria Sqnpi.

«È proprio nell'incontro fra grande estensione e conoscenza puntuale che si costruisce il modello di gestione della tenuta», spiega Pinna. Il cambiamento climatico non incide soltanto sulle date della vendemmia, ma anche sull'evoluzione degli stili di consumo e sulla ricerca enologica. «Si registra una tendenza verso rosati più freschi e meno strutturati e bianchi nei quali sapidità, freschezza e bevibilità acquistano un peso crescente», afferma Pinna. Una direzione nella quale i vitigni sardi possono trovare una risposta naturale. «Vermentino, Torbato e Cannonau possiedono già gli elementi per rispondere a una ricerca di maggiore freschezza e immediatezza». Il Vermentino resta uno dei protagonisti della produzione di Sella&Mosca. La domanda è elevata, ma l'azienda punta a mantenere un equilibrio tra mercato e qualità.

«La scelta è mantenere una produzione coerente con gli obiettivi qualitativi, evitando di inseguire la crescita della domanda con un aumento indiscriminato dei volumi», precisa il direttore generale. Cala Reale, Ambat e Monteoro rappresentano tre interpretazioni del Vermentino legate a territori differenti: dalla tenuta di Alghero alle vigne influenzate dal maestrale, fino alle colline granitiche della Gallura. Un altro vitigno identitario è il Torbato, protagonista di Oscarì, il Metodo Classico prodotto da uve in purezza. La ricerca di nuove espressioni passa anche dalla linea Tintas, ampliata nel 2026 con Rujas, Alghero Cagnulari, e Terre Rare, Carignano del Sulcis. Il progetto racconta la Sardegna attraverso vino, territorio e colore, grazie anche al lavoro dell'artista sarda Carolina Melis ispirato ai paesaggi dell'isola e ad alcuni spazi della cantina e del borgo. La collezione mette così in relazione Alghero e Sulcis, allargando la geografia del progetto attraverso vitigni e territori differenti. La dimensione internazionale completa il quadro. L'Italia rimane il mercato centrale, mentre l'export rappresenta circa il 25% della produzione. Nord America, Germania, Svizzera e Giappone sono tra le aree di riferimento, all'interno di una presenza internazionale costruita da Sella & Mosca nel corso di decenni.

Parallelamente cresce l'enoturismo. I percorsi di visita sono stati ripensati per accompagnare il pubblico alla scoperta della tenuta, della sua storia e dei suoi vini. «Il nostro obiettivo è far vivere Sella&Mosca come una destinazione nella quale il vino è il punto di partenza per conoscere un luogo molto più ampio: i vigneti, il borgo, il paesaggio, la storia, la cucina e il rapporto con Alghero e con la Sardegna», spiega Pinna. A completare l'offerta è Casa Villamarina, l'agriturismo ricavato negli edifici storici del borgo, che nell'estate 2026 ha registrato il 100% di occupazione.

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