La Nuova Sardegna

Urso: "Progetto AstraZeneca può essere pilota anche in altri ambiti"

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Roma, 29 sett. (Adnkronos) - “Penso possa essere un progetto pilota” da applicare “anche in altri ambiti e in altri contesti”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aprendo ieri a Roma, a Palazzo Piacentini, l’evento promosso da AstraZeneca per la presentazione del progetto “Ricerca clinica e innovazione: strategie per la competitività e la crescita. Un modello di cooperazione tra pubblico e privato come leva per l’attrazione di investimenti in ambito Life Science”. Urso ha indicato nell’iniziativa un esempio di cooperazione tra un’impresa e una fondazione che cofinanzia il progetto. La collaborazione, ha osservato, mostra come il settore pubblico possa contribuire agli investimenti in ricerca e innovazione, che il ministro ha definito centrali per la competitività della farmaceutica e delle scienze della vita. Il programma annunciato da AstraZeneca prevede 66,2 milioni di euro di investimenti in Italia nel prossimo triennio, con un cofinanziamento di 20 milioni di euro del Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del MIMIT, erogato tramite la Fondazione Tech e Biomedical. “È un progetto distribuito nel territorio, riguarda gran parte del nostro Paese, gran parte delle nostre regioni”. Urso l’ha definita un “valore aggiunto”, collegandola alla possibilità per l’Italia di disporre, nelle scienze della vita, di un sistema capace di operare in diversi contesti territoriali. Il progetto, secondo il comunicato diffuso per la presentazione, coinvolgerà oltre 200 centri di ricerca, istituti e strutture sanitarie distribuiti sul territorio nazionale. L’incontro è dedicato al modello di cooperazione tra pubblico e privato per attrarre investimenti nelle life sciences. Nel programma annunciato da AstraZeneca rientrano, tra le altre attività, 71 nuovi studi clinici registrativi e 24 studi osservazionali e di Real World Evidence nel prossimo triennio. L’Italia può rappresentare “un punto di forza in Europa” anche per gli investimenti in ricerca e innovazione farmaceutica. La sfida è rafforzarne il ruolo nella ricerca: “Non solo la parte della farmaceutica, ma anche un punto centrale degli investimenti di ricerca e innovazione”, ha detto il ministro. Urso ha collocato il progetto nel confronto internazionale per attrarre investimenti nelle scienze della vita. L’Europa, ha rilevato, è in ritardo rispetto ai “grandi competitori”, Stati Uniti e Cina, proprio sul fronte della ricerca e dell’innovazione. Per questo, secondo il ministro, è importante che l’iniziativa venga presentata in una fase in cui attrarre nuove attività di ricerca in Europa costituisce una questione centrale per il settore. Un quadro di regole che consenta di investire in Europa e di recuperare competitività nei confronti dei grandi attori globali. È l’obiettivo indicato dal ministro Urso. Parlando del confronto con Stati Uniti e Cina, Urso ha richiamato la necessità di regole europee capaci di favorire gli investimenti e di offrire un orizzonte adeguato alla loro realizzazione. Il ministro ha inoltre collegato il tema della competitività a quello delle dipendenze dall’estero: “L’Europa deve raggiungere una sua autonomia strategica e ridurre la dipendenza dall’estero”, ha affermato. Secondo Urso, la pandemia e gli eventi successivi hanno mostrato la rilevanza di questo obiettivo. Il progetto presentato da AstraZeneca, ha concluso, indica una strada da percorrere per rafforzare ricerca e innovazione nel settore.

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