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Concessioni balneari, c’è il bando: la durata, il canone, gli indennizzi agli uscenti – Che cosa succede ora

Concessioni balneari, c’è il bando: la durata, il canone, gli indennizzi agli uscenti – Che cosa succede ora

Tutte le istruzioni per i Comuni, chiamati a fare le gare entro il 30 giugno 2027, tre mesi prima della scadenza fissata a settembre. Il caso Sardegna

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Roma Concessioni balneari, c’è il bando: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a punto una bozza di 33 pagine che traccia la rotta per gli enti locali, indicando i criteri del "bando-tipo" per l'assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, fissate entro il 30 settembre 2027.  Un tema molto sentito anche in Sardegna da dove di recente è partita una proposta sulla rimodulazione delle concessioni sul modello della Calabria.

I tempi

I Comuni, titolari della gestione del demanio marittimo, dovranno pubblicare i bandi con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza, e comunque non oltre il 30 giugno 2027. Le procedure competitive dovranno essere aperte a tutti gli operatori economici e aggiudicate secondo l'offerta economicamente più vantaggiosa, valutata sul miglior rapporto qualità/prezzo. I bandi dovranno specificare l'ubicazione, le caratteristiche morfologiche dell'area, gli specchi acquei e le opere amovibili o fisse, oltre a prevedere criteri premiali per le piccole e medie imprese e per la stabilità occupazionale.

Durata e requisiti

La durata delle nuove concessioni oscillerà da un minimo di cinque a un massimo di venti anni. Per partecipare, gli operatori dovranno dimostrare solidità e solvibilità finanziaria tramite attestazioni bancarie, oltre a un'esperienza pregressa nel settore turistico-ricreativo. Tra i requisiti minimi obbligatori figurano standard di accessibilità per i disabili, inclusi bagni, docce e passerelle larghe almeno 1,20 metri per l'accesso diretto alla battigia.

Limiti di partecipazione e indennizzi

Al fine di tutelare la concorrenza e la massima partecipazione, saranno introdotti tetti massimi al numero di lotti che un singolo operatore o gruppi collegati potranno aggiudicarsi per ciascuna tipologia di bene (stabilimenti, ristoranti, spiagge libere attrezzate, aree sportive e punti di ormeggio). Un capitolo centrale riguarda gli indennizzi per i gestori uscenti, che saranno a carico del concessionario subentrante. La cifra sarà calcolata tramite perizia sugli investimenti non ancora ammortizzati negli ultimi cinque anni — includendo quelli legati a eventi calamitosi o obblighi di legge, al netto di sovvenzioni pubbliche — garantendo un'equa remunerazione e includendo i beni amovibili. Il pagamento avverrà in due tranche: un anticipo non inferiore al 20% all'aggiudicazione e il saldo entro sei mesi. In assenza di richiesta di perizia, l'indennizzo sarà azzerato.

Canoni e clausole territoriali

Il bando indicherà un canone provvisorio, calcolato su superficie, valenza turistica e tasse regionali, soggetto ad adeguamenti Istat e normativi, la cui prima quota andrà versata prima della firma. Infine, i nuovi gestori potranno essere vincolati da una clausola di compartecipazione alle spese pubbliche per la gestione del demanio.

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