Servizi sociali: sit-in contro il sistema dell’accreditamento

La manifestazione è organizzata dalla Cgil in via Columbano «Venti educatori professionali rischiano il posto di lavoro»

ALGHERO. Fin qui era stato un argomento buono per una disputa di natura teorica. Meglio il caro vecchio sistema del bando di gara e dell’aggiudicazione a un unico soggetto dei servizi alla persona o meglio cambiare, passando al sistema di accreditamento, che consiste sostanzialmente nella costituzione di una short list di soggetti ritenuti idonei, tra i quali il beneficiario finale degli interventi può scegliere a piacimento? Nella versione algherese, il dibattito che da tempo anima i servizi sociali di tutta Italia ha visto l’amministrazione comunale fare una scelta chiara in favore del sistema dell’accreditamento e le opposizioni - pur con toni diversi e differenti gradi di scetticismo - manifestare tutti i dubbi del caso.

Ebbene, a scatenare la bagarre, trasformando il dibattito in un vero e proprio scontro, ci ha pensato la Cgil. La segreteria territoriale della Funzione pubblica ha annunciato per oggi un sit-in di protesta in via Columbano. Parteciperanno i lavoratori del Servizio di assistenza domiciliare, del Servizio educativo territoriale e del Servizio di assistenza scolastica specialistica. La data e l’ora non sono casuali: oggi alle 16 si riunisce il consiglio comunale e all’ordine del giorno c’è, tra le altre cose, una mozione proposta dall’opposizione, primo firmatario Michele Pais di Forza Italia.

«Finalmente, dopo tanta insistenza, è stata inserita la discussione di un argomento così importante e delicato come i servizi Set, Sass e Sad», stigmatizza Pais, la cui proposta risulta redatta e protocollata già dallo scorso novembre. «Venti educatori professionali attualmente impiegati nei servizi alla persona rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro», denuncia il consigliere di opposizione. «Si tratta dei lavoratori delle cooperative che oggi gestiscono il servizio - spiega - dopo essersi aggiudicati la gara d’appalto». La contrarietà della minoranza muove su due piani. Il primo riguarda il metodo.

«Il sindaco decide in maniera del tutto autonoma, di abbandonare il sistema della gara per sposare quello dell’accreditamento - è la protesta - così in un solo colpo si fanno fuori venti professionisti, che non potranno usufruire della clausola di salvaguardia del posto di lavoro a seguito di cambio di ditta vincitrice del bando». Non solo, perché secondo sindacati e opposizioni «la cosa più grave è che così si creano le condizioni per un abbassamento degli altissimi livelli qualitativi garantiti in questi anni dagli attuali operatori, in un settore delicatissimo come quello del disagio sociale e delle difficoltà personali, disperdendo il grande lavoro di equipe garantito in questi anni, che ha assicurato risultati eccezionali».

Alla protesta si unisce pubblicamente anche il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi. «Manifesteremo solidarietà ai lavoratori, e rimarremo in aula per contribuire a una soluzione sin troppo posticipata - dice - ci aspettiamo dalla maggioranza una proposta seria e non un semplice e sterile attacco al sindacato o una denuncia di vittimismo da parte di questa amministrazione e di chi la rappresenta».

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