La Nuova Sardegna

Cagliari

Cagliari, in cinquemila contro la "Buona scuola" di Renzi

Stefano Ambu
Contro la "Buona scuola" di Renzi (foto Mario Rosas)
Contro la "Buona scuola" di Renzi (foto Mario Rosas)

Un corteo lunghissimo attraversa la città per raggiungere piazza del Carmine. Anche i metalmeccanici ex Alcoa e dell'indotto sulcitano partecipano alla protesta degli insegnanti

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CAGLIARI. "Siamo ventimila": lo hanno gridato in tanti per dire che contro la riforma Renzi non ci sono, in Sardegna, solo le persone che hanno affollato il corteo partito da piazza Giovanni e arrivato in piazza del Carmine per ascoltare gli interventi di insegnanti, studenti, sindacalisti. Dovevano esserci comunque quasi seimila persone, in un corteo ordinato e movimentato in qualche modo dagli studenti che ogni tanto si mettevano a correre.

Sotto le finestre del consiglio regionale i sindacalisti col megafono hanno lanciato un appello alla Regione affinché presenti un'instanza al ministero della Pubblica istruzione a favore della scuola sarda. E ha strappato gli applausi l'intervento di uno studente, Carlo Sanna, che ha sintetizzato le ragioni del no alla riforma Renzi: la riforma non parla di diritto allo studio, ma introduce la forte disparità tra chi potrà permettersi di finire gli studi e chi no.

Un corteo lunghissimo ricco di slogan e colorato dai palloncini ha attraversato la via Dante con l'inevitabile paralisi del traffico nelle strade laterali. A sostegno della protesta contro la "Buona scuola" di Renzi anche i metalmeccanici con casco e torcia, gli ex Alcoa e gli operai delle imprese sulcitane che un tempo erano l'indotto di grande peso economico.

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Così i metalmeccanici tra insegnanti e studenti: «Prima di tutto – è scritto in una nota – siamo cittadini e padri di famiglia desiderosi di assicurare un futuro ai nostri figli e crediamo che l'unico modo possibile per creare una società migliore sia appunto investire nell'istruzione a tutti i livelli e non solo con gli slogan».

Per quanto riguarda studenti e insegnanti, sono arrivati anche rappresentanze da Nuoro, Carbonia e San Gavino. «Siamo stanchi della retorica di questo Governo – scrive in una nota l'Unione degli studenti – che ha fatto finta di ascoltarci durante l'autunno, ma continua a rappresentare soltanto gli interessi dei poteri forti. Vogliamo una riforma che tenga conto delle nostre reali necessità».

 

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