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Concorsi pubblici, via libera a 3.742 assunzioni: 1.753 posti con nuovi bandi, ecco dove

Concorsi pubblici, via libera a 3.742 assunzioni: 1.753 posti con nuovi bandi, ecco dove

Il Viminale e l’Agenzia delle Entrate concentrano le opportunità principali: le procedure saranno pubblicate sul portale InPA

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Roma Via libera a migliaia di nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione. Il Dpcm del 2 luglio 2026 autorizza ministeri, agenzie ed enti pubblici a reclutare complessivamente 3.742 persone a tempo indeterminato. Ma per chi cerca di entrare nella Pa dall’esterno il numero da tenere d’occhio è un altro: 1.753 posti saranno coperti attraverso nuovi concorsi pubblici. A questi si aggiungono 28 posizioni dirigenziali destinate al corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione. Gli altri ingressi previsti dal provvedimento saranno realizzati attraverso strumenti diversi, come lo scorrimento di graduatorie già esistenti, la mobilità tra amministrazioni e le progressioni del personale interno.

Il decreto non è ancora un bando

Il Dpcm rappresenta l’autorizzazione alle amministrazioni a procedere, ma non contiene ancora i singoli bandi di concorso. Requisiti, titoli di studio, prove, scadenze e sedi saranno stabiliti successivamente dagli enti interessati. Le selezioni saranno pubblicate soprattutto sul portale InPA, punto di riferimento per il reclutamento nella Pubblica amministrazione. Le autorizzazioni relative alle annualità 2025 e 2026 hanno una validità di tre anni e, una volta scadute, non potranno essere prorogate.

Dove sono le assunzioni

A concentrare il maggior numero di ingressi è il Ministero dell’Interno, con 1.086 assunzioni complessive. Seguono l’Agenzia delle Entrate, con 1.022, il Ministero della Cultura, con 482, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con 449. Sono inoltre autorizzati 165 ingressi al Ministero della Giustizia, considerando insieme il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e l’Ufficio centrale degli archivi notarili, 145 all’Inps, 66 al Ministero degli Esteri, 65 al Ministero dell’Agricoltura, 65 all’Avvocatura generale dello Stato, 63 al Consiglio di Stato, 60 al Ministero del Lavoro e 40 al Ministero dell’Ambiente. Il piano riguarda anche enti più piccoli, tra cui il Cnel, l’Agenzia italiana per la gioventù, alcune Autorità di bacino e diversi parchi. Nell’elenco figura anche il Parco nazionale geominerario storico e ambientale della Sardegna, con due assunzioni autorizzate.

Ministero dell’Interno, 759 posti con nuovi concorsi

Per chi non è già dipendente pubblico, una delle opportunità più consistenti arriverà dal Ministero dell’Interno. Delle 1.086 assunzioni autorizzate, 759 dovranno passare attraverso nuove procedure concorsuali. La ripartizione prevede 25 posti nell’area delle elevate professionalità, 378 tra i funzionari, 347 tra gli assistenti e 9 tra gli operatori. Per conoscere titoli di studio richiesti, materie d’esame e sedi sarà però necessario attendere i bandi.

Agenzia delle Entrate, 735 posti

Numeri importanti anche all’Agenzia delle Entrate. Su 1.022 assunzioni complessive, 735 saranno affidate a nuovi concorsi pubblici: 400 posti riguarderanno l’area dei funzionari e 335 quella degli assistenti. Tra gli altri enti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è autorizzata a bandire 181 posti da funzionario. Al Ministero dell’Agricoltura sono previste nuove procedure per 39 unità, mentre all’Inps i posti da assegnare attraverso concorso sono sette, tra dirigenza ed elevate professionalità. Diversa la situazione al Ministero della Cultura: delle 482 assunzioni autorizzate, soltanto cinque riguardano nuovi concorsi e sono destinate a dirigenti di seconda fascia. La parte restante sarà quindi coperta attraverso gli altri strumenti di reclutamento previsti.

Non tutti i 3.742 posti sono aperti agli esterni

La distinzione è fondamentale. Le 3.742 unità indicate dal decreto non corrispondono ad altrettanti posti messi a concorso. Per chi vuole entrare per la prima volta nella Pubblica amministrazione, il bacino principale è quello dei 1.753 posti destinati alle nuove selezioni.

Il resto comprende mobilità volontaria, scorrimenti di graduatorie e progressioni interne. Dal 2026, inoltre, per le amministrazioni soggette alla nuova disciplina che programmano almeno dieci ingressi, almeno il 15% delle facoltà assunzionali deve essere destinato alle procedure di mobilità.

Quando arriveranno i bandi

Non esiste ancora un calendario unico. Saranno le singole amministrazioni a stabilire tempi, requisiti e modalità delle selezioni. Chi è interessato dovrà quindi controllare InPA e le sezioni dedicate ai concorsi e all’“Amministrazione trasparente” dei diversi enti. Il Dpcm, in sostanza, apre la strada alle assunzioni ma non consente ancora di presentare domanda per tutti i posti annunciati. La partita vera comincerà con la pubblicazione dei bandi, quando saranno definiti anche i profili professionali richiesti e le prove da superare.

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