L’impegno di Mario Lostia e dei “suoi” volontari

NUORO. La mensa delle Grazie è figlia di quel movimento di giovani e volontari che avevano come punto d’incontro l’oratorio delle Grazie, avviato dai padri Giuseppini, a Nuoro dal 1940. Lo ricorda...

NUORO. La mensa delle Grazie è figlia di quel movimento di giovani e volontari che avevano come punto d’incontro l’oratorio delle Grazie, avviato dai padri Giuseppini, a Nuoro dal 1940.

Lo ricorda Mario Lostia, già impegnato a dare una mano nell’attività ricreativa: «Tra i ragazzi anche un gruppo del Nuraghe: qualcuno un po’ rissoso e con delle noie giudiziarie alle spalle. Rimanevano un po’ ai margini. Li invitati ad alcuni incontri, dove si parlava di tematiche giovanili e di religione».

Ad ognuno di loro il volontario nuorese consegnò un quaderno e una penna, per annottare emozioni e reazioni. «In una delle pagine trovai scritto: questo catechismo è una noia. Comunque mi piace venire qui, perché il signor Mario ci permette di fumare». Uno dopo l’altro tanti passi e l’offerta dell’amicizia per entrare nella vita del gruppo, che Mario Lostia scoprì in tutte le sfaccettature, comprese quelle delle difficoltà materiali e di giornate da sbandati, senza neppure il conforto di un pasto: «Si andava a un bar vicino, dove potevano consumare dei panini caldi. E lì maturò l’idea della creazione della mensa, che dopo il benestare di padre Monni partì». (f.p.)

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